Quando ho piantato il mio dolore nel campo della pazienza, ho raccolto il frutto della felicità.- Khalil Gibran
Quando ho piantato il mio dolore nel campo della pazienza, ho raccolto il frutto della felicità.
Solamente chi è puro di cuore perdona la sete che conduce alle acque morte. E soltanto chi si regge ben saldo sulle proprie gambe sa porgere la mano a chi inciampa.
Rimpiangere l'irrecuperabile è la peggiore delle umane debolezze.
Quanto più a fondo vi scava il dolore, tanta più gioia potete contenere.
La poesia è una fiamma nel cuore, mentre la retorica è fatta di fiocchi di neve. Come possono fuoco e neve convivere?
La bellezza dell'estasi orrorifica consolida l'orrore estatico in una metafisica pazienza: quando morirò vivrò nei miei romanzi.
La pazienza è amara, ma il suo frutto è dolce.
Quando ho piantato il mio dolore nel campo della pazienza, mi ha dato il frutto della felicità.
Bisogna opporsi ad ogni ostacolo con pazienza, perseveranza e con voce gentile.
La pazienza è il miglior rimedio per ogni guaio.
La pazienza è una parola importante nel vocabolario dell'equilibrio, ma è una delle parole del vocabolario dell'equilibrio.
Essere gentili e pazienti conviene, perché quello che non abbiamo dato pesa più di qualunque cosa possiamo aver perso: tempo, divertimento, riposo.
Abbiamo un detto in Tibet: "Se perdi la pazienza e ti arrabbi, morditi le nocche". Significa che se montate in collera non dovete mostrarlo agli altri. Dite piuttosto, a voi stessi: "Lascia perdere".
Chi vuol vivere in pace vede, soffre e tace con pazienza.
La pazienza evangelica non è indifferenza al male. Di fronte alla zizzania presente nel mondo il discepolo del Signore è chiamato a imitare la pazienza di Dio, alimentare la speranza con il sostegno di una incrollabile fiducia nella vittoria finale del bene, cioè di Dio.