Non capite, se giudicate.- Lev Tolstoj
Non capite, se giudicate.
Il cimitero è pieno di grandi uomini di cui il mondo non poteva farne a meno.
La pietà, mentre addolcisce le sofferenze degli altri, è giovevole ancor più a colui il quale la prova.
La bellezza, la gioia solo per la gioia, indipendente dal bene, è ripugnante. Io l'ho conosciuta e l'ho gettata via. Il bene senza bellezza dà tormento. Solo l'unione dei due o, piuttosto non l'unione, bensì la bellezza come aureola del bene. Mi sembra che questo sia vicino alla verità.
L'uomo ha ricevuto direttamente da Dio l'unico strumento per conoscere se stesso e la propria relazione con l'universo: questo strumento è la ragione, e nient'altro.
È coraggioso colui che teme quel che deve temersi, e non teme quel che non deve temersi.
Fama e ricchezza, senza giudizio, non sono beni sicuri.
Le persone più giudiziose che s'incontrano nella società sono gli uomini d'affari e gli uomini di mondo, che ragionano di quel che vedono e sanno, invece di far delle distinzioni sottili su come le cose dovrebbero essere.
Non giudicate, per non essere giudicati; perché col giudizio con cui giudicate sarete giudicati, e con la misura con la quale misurate sarete misurati.
I giudizi che diamo degli altri dicono ciò che siamo noi stessi.
Siamo cauti nei giudizi. Prima di dire che uno è stronzo bisogna leccarlo.
Il giudizio è come lo spirito; colle donne chi ne ha lo perde, e chi non ne ha lo acquista... chi non ne ha!
Chi vuole che il suo giudizio sia creduto lo pronunci freddamente e senza passione.
Ahi, cieca umana mente, come i giudizi tuoi son vani e torti!
Vedo che i giudizi degli uomini formano un tutto unico colle loro fortune e che i fatti esteriori si trascinano dietro le loro qualità intime, per degenerare ugualmente.
Nessuno può insegnarmi a giudicare, poiché devo prima giudicare se i consigli e i consiglieri sono buoni o cattivi.