Mi ha aggredito, con un tono brusco. La tipica forza dei deboli.- Lorenzo Licalzi
Mi ha aggredito, con un tono brusco. La tipica forza dei deboli.
Il distacco e la rassegnazione possono essere tutt'al più il fine della consapevolezza, non il mezzo per evitarla.
Anche gli incontri casuali seguono le vie del destino.
Gli uomini si dividono in due categorie: quelli che si limitano a sfiorare la vita e quelli che la toccano, ne sentono le vibrazioni più profonde, ci affondano le mani.
Il nostro era un abbraccio perfetto, sincronico, completo. Tra due corpi abituati a stringersi. E a farlo con intimità. Impossibile se non ci si conosce, se non c'è feeling.
L'altruismo è la maschera dorata dell'egoismo, in qualche caso del narcisismo, nient'altro che una loro anomala gratificazione.
Non c'è niente di eroico nel vile infierire su chi è più debole.
Mai illudersi di essere forti, di saper padroneggiare la propria vita, di riuscire a fare la scelta migliore.
Accettare la nostra debolezza invece che cercare di nasconderla è il miglior modo di adattarsi alla realtà.
La sollecitudine di accostare i fratelli non deve tradursi in una attenuazione, in una diminuzione della verità. Il nostro dialogo non può essere una debolezza rispetto all'impegno verso la nostra fede.
Tanti guai sono provocati dalla vanità applicata a una mente debole.
Incoraggia gli altri nei loro punti di forza e non sminuirli mai per le loro debolezze. Nel dare forza agli altri, anche tu diventerai più forte. Al contrario, mortificando gli altri, mortificherai solo te stesso.
La debolezza degli arti dei bambini piccoli è innocente, non le loro anime.
Sei amato solo dove puoi mostrarti debole senza provocare in risposta la forza.
La solidarietà è la forza dei deboli. La solitudine è la debolezza dei forti.
Quando sei debole quello che ti dà forza è lo spogliare gli uomini che temi di più di tutto il prestigio che sei ancora portato ad attribuirgli.