Un programma politico non si inventa, si vive.- Don Luigi Sturzo
Un programma politico non si inventa, si vive.
La mafia diventerà più crudele e disumana. Dalla Sicilia risalirà l'intera Penisola per forse portarsi anche al di là delle Alpi.
Il cattolicesimo è religione, è universalità; il partito è politica, è divisione.
Oggi vi è un Governo : il capo mostra volontà ferma ; si sente uno che comanda: dopo circa due anni che non si sentiva la parola voglio, c'è un uomo che vuole. L'Italia ha bisogno di chi comandi e di chi voglia, e dimentichi i torti.
Ho sentito la vita politica come un dovere e il dovere dice speranza.
È primo canone dell'arte politica essere franco e fuggire dall'infingimento; promettere poco e mantenere quel che si è promesso.
La vita nella verità non ha quindi nel sistema post-totalitario solo una dimensione esistenziale (restituisce l'uomo a se stesso), noetica (rivela la realtà com'è) e morale (è un esempio), ma ha anche un'evidente dimensione politica.
Non è un governo arrogante quello che sceglie delle priorità. E' irresponsabile quello che non riesce a sceglierle.
L'uomo è indizio, strumento, limite all'uomo. Di questo principio esce la giurisprudenza e la politica tutta.
Fiducia? Signori, sembrate aver dimenticato che la carriera che ci siamo scelti è la politica.
Nei partiti riesce più difficile vivere con quelli che ne fanno parte, che agire contro quelli che vi sono avversi.
Lo stesso fine politico può produrre effetti totalmente diversi su popoli diversi e, anche sullo stesso popolo, in epoche diverse.
Il compito della politica non è fare le manifestazioni ma cambiare le cose.
Inizi a salvare il mondo col salvare una persona alla volta; tutto il resto è grandioso romanticismo o politica.
In fondo la politica non è altro che un certo modo di agitare il popolo prima dell'uso.
L'ipocrisia esteriore, essendo un peccato della morale, è una grande virtù politica.