La santità è forse il colmo della gentilezza.- Marcel Jouhandeau
La santità è forse il colmo della gentilezza.
Tocca senza dubbio ai nostri amici farci il male che la lontananza sola impedisce ai nostri nemici di farci.
Che successo! Se prima della fine della propria vita si rassomiglia, anche da lontano, a ciò che si è sempre voluto essere.
Credo che la pigrizia sia dovuta a uno scarto di immaginazione. Una semplice messa a punto ce ne guarirebbe.
Chi non si adatta alla gentilezza, per lo più paga il fio della propria superbia.
Abbiamo due orecchie e una bocca per poter ascoltare il doppio di quanto diciamo.
Dove c'è musica di devozione, Dio è sempre a portata di mano con la sua presenza gentile.
Diffidate delle gentilezze degli uomini. La donna che vede un uomo ai suoi piedi farà bene a non dimenticare che è proprio questa posizione che Jacques Clément trovò la più comoda per pugnalare Enrico III.
Le parole gentili non costano nulla. Non irritano mai la lingua o le labbra. Rendono le altre persone di buon umore. Proiettano la loro stessa immagine sulle anime delle persone, ed è una bella immagine.
Visconti era generoso, sensibile, educato, tenero, ma mai «gentile». Tutto, in lui, era valutato in base al criterio dell'eleganza. La gentilezza non era elegante. A suo parere, solo la cattiveria lo era. Poteva divertirsi con chiunque come fa il gatto con il topo.
Venimmo per portare la gentilezza, ma non ci fu concesso di essere gentili.
La gentilezza è il linguaggio che il sordo può sentire e il cieco può vedere.
Cerchiamo di voler bene con tenerezza e gentilezza i mezzi della conoscenza. Osiamo leggere, pensare, parlare e scrivere.
Essere gentili è più importante dell'aver ragione.