Non c'è persona piú fedele del buono a nulla, perché non ha alternative.- Marco Revelli
Non c'è persona piú fedele del buono a nulla, perché non ha alternative.
Separazione di linguaggi, di atteggiamenti, di sensibilità, di priorità, ma anche di stile di vita, di accesso a privilegi, di reddito, testimoniata da un'infinità d'indizi e registrata anche in un buon numero di sondaggi.
All'identificazione tende a sostituirsi un senso di estraneità. Alla militanza la diffidenza: un sentimento misto di frustrazione per l'impotenza dei decisori e d'insofferenza per la loro intrusività.
Ci sono state solo due rivoluzioni mondiali. Una nel 1848. La seconda nel 1968. Entrambe hanno fallito. Entrambe hanno trasformato il mondo.
Il passaggio è quello dalla «democrazia dei partiti» alla «democrazia del pubblico».
Nessuno può vivere senza respirare. Lo stesso è per il cristiano: senza la lode e senza la missione non vive da cristiano. E con la lode, l'adorazione.
L'amore vero si dispera o va in estasi per un guanto perduto o per un fazzoletto trovato, e ha bisogno dell'eternità per la sua devozione e le sue speranze. Si compone insieme dell'infinitamente grande e dell'infinitamente piccolo.
Se le grandi cose scuotono i cuori, al tempo stesso esse si elevano; e se è giunto il momento dei grandi tradimenti è giunto anche quello in cui la devozione diventa più facile, considerato che si tenga meno agli interessi di cui si è vista la fragilità.
L'ortodossia imponeva la mancanza di autocoscienza.
La devozione è una vera malattia dell'anima; si ha un bel fare, è impossibile correggerla.
Sono devoto a Capitan Uncino... finché continua a darmi da bere non lo tradisco e fino all'inferno lo seguirò.
Una delle ragioni per cui ho scelto di non essere una cristiana devota è perché molta gente mi ha fatto soffrire solo per il fatto di essere donna e mi ha fatto vergognare di avere un corpo solo perché tentava gli uomini.
La devozione della sposa presto si tramuta nell'odio dell'amante.
La devozione è inutile. E se una cosa è inutile, che motivo c'è d'invidiarla?