L'antipolitica è quella che ogni giorno chiamiamo politica.- Marco Travaglio
L'antipolitica è quella che ogni giorno chiamiamo politica.
Due o tre clic al giorno levano il regime di torno.
Antipolitica è usare come ufficio di collocamento per amici, parenti e amanti il Parlamento, i giornali, le autorità indipendenti, le Asl, gli ospedali, le aziende pubbliche, le società miste, le banche, gli istituti culturali, la Rai, il cinema e perfino la fiction.
Antipolitica è fondare un partito per non finire in galera e non fallire per debiti.
Le vittime della censura non sono soltanto i personaggi imbavagliati per evitare che parlino. Sono anche, e soprattutto, milioni di cittadini che non possono più sentire la loro voce per evitare che sappiano.
Gratuità: la parola più scandalosa per questi tempi dominati dagli interessi, dove tutto è in vendita e troppi sono all'asta.
Gli Stati Uniti e l'Unione Europea devono aiutare la traduzione della domanda di democrazia in una volontà politica.
È un errore considerare puramente politico quello che noi facciamo.
La politica italiana è un circo, senza neanche domatori, solo pagliacci.
I principi fondamentali d'un partito sono, per un partito politico in formazione, ciò che per la fede sono i dogmi.
Il solo modo in cui posso perdere queste elezioni è farmi trovare a letto con una ragazza morta o con un ragazzo vivo.
Antipolitica è annunciare le grandi riforme e non farne mai una, neanche piccola.
Non importa cosa promettano i politici, la riforma dei Servizi Sociali non cambierà il fatto che i tuoi soldi verranno tolti dalla tua busta paga e mandati a Washington, dove verranno spesi.
La politica è una faccenda troppo seria per essere lasciata ai politici.
De Gasperi e la Chiesa puntavano sul recupero dell'Italietta che aveva assecondato il fascismo per pigrizia, o «per il pane», o magari per semplice conformismo.
Un cane riconosce sempre il suo padrone, l'uomo ha molti dubbi nel riconoscere il suo. A meno che non si stia parlando di Emilio Fede!