La società non esiste: ci sono uomini e donne, e famiglie.- Margaret Thatcher
La società non esiste: ci sono uomini e donne, e famiglie.
Se vuoi che venga detto qualcosa, chiedi a un uomo, se vuoi che venga fatto qualcosa, chiedi a una donna.
Sono straordinariamente paziente, sempre che alla fine si faccia come dico io.
Io sono in politica a causa del conflitto tra il bene e il male, e io credo che alla fine il bene debba prevalere.
Per una donna che conosce i problemi di una casa è più semplice portare avanti un Paese.
Non si ottiene nulla senza problemi, mai.
La società non si cura dell'individuo che nella misura in cui esso renda. I giovani lo sanno. La loro ansietà nel momento d'affrontare la vita sociale è simmetrica all'angoscia dei vecchi al momento in cui ne sono esclusi.
Non si è mai del tutto superiori alla società cui s'appartiene.
Sarà più sicura e salda e meno sottoposta alla fortuna quella società che è fondata e governata da uomini saggi ed attenti. Viceversa quella che è costituita da uomini rozzi ed incapaci dipende in massima parte dalla fortuna ed è meno salda.
Nella nostra società essere povera, brutta e per giunta intelligente condanna a percorsi cupi e disillusi a cui è meglio abituarsi quanto prima.
Se la qualità della società si potesse sostituire con la quantità, metterebbe conto vivere nel gran mondo: purtroppo invece cento imbecilli messi in un mucchio non danno ancora un uomo intelligente.
I veri nemici della società non sono quelli che essa sfrutta o tiranneggia, ma quelli che umilia.
Una società ideale è un dramma recitato esclusivamente nell'immaginazione.
Non parlate mai con disprezzo della società. Così fanno soltanto coloro cui non riesce farne parte.
La sicurezza della società sta nell'abitudine e nell'istinto incosciente, e la base della stabilità della società, in quanto organismo sano, è l'assenza completa di qualsiasi tipo di intelligenza tra i suoi membri.
La nostra società ha legato il suo destino a un'organizzazione fondata sull'accumulazione illimitata. Questo sistema è condannato alla crescita. Non appena la crescita rallenta o si ferma è la crisi, il panico.