Non v'è società vivente fuor di quella che è animata dall'ineguaglianza e dall'ingiustizia.- Paul Claudel
Non v'è società vivente fuor di quella che è animata dall'ineguaglianza e dall'ingiustizia.
Santità non è farsi lapidare in terra di Paganìa o baciare un lebbroso sulla bocca, ma fare la volontà di Dio, con prontezza, si tratti di restare al nostro posto, o di salire più alto.
È delizioso restare immersi in questa specie di luce liquida che fa di noi degli esseri diversi e sospesi.
Non ci si prepara alla morte. Ci si distacca dalla vita.
Molti credono di avere un gusto classico e hanno soltanto un gusto borghese.
L'uomo conosce il mondo non per ciò che vi ruba, ma per ciò che vi aggiunge.
Una società ideale è un dramma recitato esclusivamente nell'immaginazione.
Viviamo in società. Per noi dunque niente è davvero buono se non è buono per la società.
Se la qualità della società si potesse sostituire con la quantità, metterebbe conto vivere nel gran mondo: purtroppo invece cento imbecilli messi in un mucchio non danno ancora un uomo intelligente.
Non i filosofi, ma coloro che si dedicano agli intagli in legno e alle collezioni di francobolli costituiscono l'ossatura della società.
La società si avvale del diritto di infliggere terribili punizioni all'individuo, ma ha anche il vizio supremo della superficialità e non riesce a comprendere ciò che ha fatto.
La società è permissiva nelle cose che non costano nulla.
Quando la nostra società vuole catalogare i libri di una biblioteca, scoprire il sistema solare, o altre minuzie del genere, si serve dei suoi specialisti. Ma quando vuol fare qualcosa di veramente serio riunisce 12 uomini comuni. Se ben ricordo, il Fondatore del Cristianesimo fece lo stesso.
Ogni società onora i suoi conformisti vivi e i suoi agitatori morti.
Bisogna aver vissuto in una piccola città per sapere come i congegni della società vi giochino allo scoperto e fino a che punto i drammi e le farse della vita pubblica e privata vi siano messi a nudo.