Qualcuno ci sorveglia mentre scriviamo. La madre. Il maestro. Shakespeare. Dio.- Martin Amis
Qualcuno ci sorveglia mentre scriviamo. La madre. Il maestro. Shakespeare. Dio.
Le armi sono come i soldi; nessuno ne ha mai abbastanza.
Le pallottole non possono essere chieste indietro. Non potevano non essere inventate. Ma possono essere tolte dai fucili.
Bisogna camminare sette volte nello stesso posto perché smetta di farti paura.
Non sposare la neurochirurga che fa la buffona. Non sposare la fata sognatrice che si occupa della fame nel mondo. Sposa la più porca di tutte. Sposa quella che lo fa in cambio di una boccata della tua sigaretta.
Scrivere è un'occupazione solitaria. Avere qualcuno che crede in te fa una grande differenza.
Poco e buono, dice el proverbio; è impossibile che chi dice o scrive molte cose non vi metta di molta borra, ma le poche possono essere tutte bene digeste e stringate; però sarebbe forse stato meglio scerre di questi ricordi uno fiore che accumulare tanta materia.
Solo uno stolto scrive sempre solo per soldi.
Un uomo semplice, un uomo che ha il coraggio d'avere una firma leggibile.
Per me la musicalità sta in ciò che chiamo passaggio, ovvero nel saper legare le varie parti del racconto, senza mai interromperlo bruscamente per passare a qualcos'altro, né costruirlo su un sottofondo monotono nel quale si finisce per distrarsi.
Sappiate scrivere, ma non leggere: non importa.
Di solito i blogger sono apprendisti-mancati-pretesi letterati che si dannano a cercare stima e fama in Internet. O signore e signorine che approfittano della copertura di un nickname, per sfogare umori e ardori, esibire dolciastre poesie o confidare i propri amori (di regola infelici).
Vi scrivo una lunga lettera perché non ho tempo di scriverne una breve.
Scrivi qualcosa degno d'esser letto o fai qualcosa degno d'esser scritto.
Scrivere ti dà sollievo. Persino quando non hai niente da dire, scrivere ti dà sollievo. Ma lo sappiamo, quando non abbiamo niente da dire?