San Paolo raccomandava agli amici, più che di amarsi, di sopportarsi a vicenda. Ed erano dei santi.- Massimo Franco
San Paolo raccomandava agli amici, più che di amarsi, di sopportarsi a vicenda. Ed erano dei santi.
È una guerra sottile, in cui in gioco sembra essere proprio la sovranità stessa della Santa Sede. Era questa, la vera sfida. Fra Vaticano e magistratura italiana.
De Gasperi e la Chiesa puntavano sul recupero dell'Italietta che aveva assecondato il fascismo per pigrizia, o «per il pane», o magari per semplice conformismo.
Lo Stato-centrismo è in crisi. Il mondo va verso una logica policentrica del potere. Nei prossimi decenni il potere non sarà più degli stati nazionali.
Pesa la percezione del cattolicesimo come «religione debole» moralmente, viziata da un perdonismo e da un'inclinazione all'indulgenza che ne hanno sempre costituito la forza; e che invece ora le vengono rimproverate come difetti intollerabili.
Non si è maestri che quando si impiega nelle cose la pazienza che esigono.
L'uomo senza pazienza è come una lampada senz'olio.
Non c'è forza paragonabile alla pazienza proprio come non c'è afflizione peggiore dell'odio.
Come il popolo è l'asino: utile, paziente e bastonato.
Dobbiamo avere pazienza con noi stessi: e che la nostra parte superiore sopporti il disordine della nostra parte inferiore.
Questo è lo stile di Dio: non è impaziente come noi, che spesso vogliamo tutto e subito, anche con le persone. Dio è paziente con noi perché ci ama, e chi ama comprende, spera, dà fiducia, non abbandona, non taglia i ponti, sa perdonare.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare. Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.
La pazienza, la perseveranza e il sudato lavoro creano un'imbattibile combinazione per il successo.
Bisogna opporsi ad ogni ostacolo con pazienza, perseveranza e con voce gentile.
È più dignitoso stare seduti come Giove che volare come Mercurio; smettiamo dunque di correre qua e là in cerca di miele, ronzando come api impazienti all'idea di ciò che vogliamo; apriamo piuttosto i nostri petali come fa il fiore e facciamoci passivi e ricettivi.