Il futuro della tv è nel web.- Maurizio Costanzo
Il futuro della tv è nel web.
Una volta l'onestà era il minimo che si richiedesse ad un individuo. Oggi è un optional.
Abbiamo difeso e difendiamo l'autonomia della magistratura, perché l'idea che la magistratura inquirente e la pubblica accusa siano sottoposte al potere politico sarebbe devastante.
Ora un governo dura meno di una gravidanza.
Il pettegolezzo diverte solo noi giornalisti: ce la cantiamo e ce la suoniamo.
Oggi è necessario un tipo di alfabetizzazione che ci permette di filtrare l'enorme flusso di informazioni a cui siamo sottoposti per selezionare le fonti valide e utili e, a nostra volta, di produrre e diffondere informazioni.
E allora twittami sto cazzo, io mio figlio lo chiamo come mi pare!
Deseizzarsi: Diluire volontariamente il proprio senso di sé e il proprio ego riempiendo internet di più informazioni possibile al riguardo.
La nuova fonte di potere non è il denaro nelle mani di pochi, ma l'informazione nelle mani di molti.
Quando condividete si forma una community.
Oggi la gente di uno stesso condominio non si conosce e, se si incontra in ascensore, non si parla. Poi su Facebook pubblica tutte le sue foto e racconta di tutto a tutto il mondo.
Siamo lontani dalla democrazia ateniese, la storia ha preso un'altra piega. Forse la rete può aiutare a ritrovare quell'ispirazione che ci rende uguali nell'essere intelligenti. E per questo non c'è bisogno di un leader, di un capo carismatico cui riferirsi.
La posta elettronica è un sistema di messaggistica, non uno strumento collaborativo.
In Internet la reputazione è tutto. La reputazione è implicita nel concetto di comunità: chi fa parte di una comunità deve aiutare gli altri membri ed essere trasparente nei loro confronti. Chi si sottrae a questo obbligo viene espulso o emarginato.
Internet ha riaperto i giochi ma li ha anche confusi: lo struscio elettronico consente i bluff dei vigliacchi e le bugie dei mitomani.