Dalla vetta non si va in nessun posto, si può solo scendere.- Mauro Corona
Dalla vetta non si va in nessun posto, si può solo scendere.
L'estate stava facendo posto all'autunno tirandosi più in là, come un nonno sulla panca del focolare che si sposta per far spazio al nipote.
Il futuro non si pensa, viene da solo, come vuole lui.
Le case abbandonate sono come gli uomini. Alcuni tengono duro, altri crollano.
È inutile cercare la vita nel passato. Occorre accettare quello che ci propone il presente, giorno dopo giorno, senza speranze e senza disperazione, partendo ogni mattina da quello che resta.
I giorni d'autunno non raccontano storie, propongono visioni.
Quando guardo una montagna aspetto sempre che si converta in vulcano.
Le donne comprano merce in saldo per la stessa ragione per cui gli uomini scalano le montagne, per il semplice fatto che esistono.
Quanto monotona sarebbe la faccia della terra senza le montagne.
Vivere in montagna senza avere un rapporto con il Creatore e la creazione è impossibile, mentre abitare in città ci fa condurre un'esistenza allo stesso livello dell'asfalto.
Quando guardo le montagne ho i sentimenti delle montagne dentro di me: li sento, come Beethoven che sentiva i suoni nella testa quando era sordo e compose la Nona sinfonia. Le rocce, le pareti e le scalate sono un'opera d'arte.
Grandi cose si compiono quando gli uomini e le montagne si incontrano.
La montagna dovrebbe servire per salire, ma anche, e soprattutto, per discendere. Verso la gente.
I monti sono nati per le zuccate che la Terra ha sempre dato contro il Cielo nel tentativo di emularlo.
Non ho mai piantato un chiodo in montagna. Non mi sento autorizzato, sono uno di fuori, di passaggio. Mettere un chiodo è un atto di possesso, bisogna appartenere al luogo per sentirsi autorizzato.