Dalla vetta non si va in nessun posto, si può solo scendere.- Mauro Corona
Dalla vetta non si va in nessun posto, si può solo scendere.
Quegli ulivi, nonostante il corpo stravolto, bugnoso, avvitato su se stesso come in preda a contorsioni tremende, conservavano un'eleganza, uno stile e un equilibrio mai riscontrati in nessun altro albero.
Il terrore costringe all'amicizia e alla solidarietà.
Correre in ogni stagione, sulle cime dei monti, per vedere se dall'altra parte c'era un mondo migliore, un'altra vita, meno fatiche, meno paure, meno calci in culo.
Il futuro non si pensa, viene da solo, come vuole lui.
Essere toccati dal pericolo rende ogni volta un po' più forti, ma pure guardinghi e diffidenti.
A volte per conoscere la verità occorre smuovere le montagne.
In una pensione di montagna andrebbe, nella sala da pranzo scenderebbe, i quattro abeti di ramo in ramo, senza scuoterne la neve fresca, dal tavolino accanto alla finestra guarderebbe.
Tra venti monti innevati, l'unica cosa immobile era l'occhio del merlo.
Quando si affronta la montagna, è importante amarla. E per tornare vivo è importante essere amato dalla montagna.
La montagna diventa sempre più ripida man mano che ci si avvicina.
Non ho mai piantato un chiodo in montagna. Non mi sento autorizzato, sono uno di fuori, di passaggio. Mettere un chiodo è un atto di possesso, bisogna appartenere al luogo per sentirsi autorizzato.
Non esistono proprie montagne, si sa, esistono però proprie esperienze. Sulle montagne possono salirci molti altri, ma nessuno potrà mai invadere le esperienze che sono e rimangono nostre.
Per l'uomo la montagna è una figura paterna con cui misurarsi.
Quando guardo una montagna aspetto sempre che si converta in vulcano.
Viviamo per desiderare, e cosi farò anch'io, e balzerò giù da questa montagna sapendo tutto alla perfezione o non sapendo tutto alla perfezione pieno di splendida ignoranza in cerca di una scintilla altrove.