Domani torneremo a navigare l'immenso mare.- Orazio
Domani torneremo a navigare l'immenso mare.
La verità è che ognuno deve regolarsi secondo la sua misura e il suo piede.
Gli artefici trattano delle cose dell'arte loro.
È bello e dolce morire per la patria.
Cogli il giorno presente confidando il meno possibile nel futuro.
Perché turbare con propositi eterni una mente troppo debole per afferrarli?
Eppure er mare... er mare, quann'è bello, Che vedi quel'azzurro der turchino, Che te sdraj longo li vicino, Te s'apre er core come 'no sportello.
Al rio sottile, di tra vaghe brume, guarda il bove coi grandi occhi: nel piano che fugge, a un mare sempre più lontano migrano l'acque d'un ceruleo fiume.
Sorride da lontano. Denti di spuma, Labbra di cielo.
I pescatori sanno che il mare è pericoloso e le tempeste terribili, ma non hanno mai considerato quei pericoli ragioni sufficienti per rimanere a terra.
Quale mondo giaccia al di là di questo mare non so, ma ogni mare ha un'altra riva, e arriverò.
E il mare concederà a ogni uomo nuove speranze, come il sonno porta i sogni.
Ci sono cattivi esploratori che pensano che non ci siano terre dove approdare solo perché non riescono a vedere altro che mare attorno a sé.
Chi va al mare torna impietrito.
Viviamo intorno a un mare come rane intorno a uno stagno.
Ci si deve liberare della speranza che il mare possa mai riposare. Dobbiamo imparare a navigare in venti forti.