Domani torneremo a navigare l'immenso mare.- Orazio
Domani torneremo a navigare l'immenso mare.
Partoriranno i monti, e nascerà un ridicolo topo.
La virtù sta nel mezzo, tra due vizi opposti, ben lontana da entrambi.
Chi va oltre il mare muta cielo, non animo.
Io cerco di essere conciso, e risulto oscuro.
Anche noi, come l'acqua che scorre, siamo viandanti in cerca di un mare.
Vedesti il mare, o esule? Vedesti il lavoro eterno ed alterno dell'onda coll'onda? Così è dell'uomo: è perseguito dall'infinito, è sbattuto all'infinito. Oh fortunato se sopra il suo capo vede brillare una stella!
Ma un dio penetra in ogni cosa, nelle terre e negli spazi di mare e nel cielo profondo.
E il mare concederà ad ogni uomo nuove speranze, come il sonno porta i sogni. Beh... Cristoforo Colombo.
Se lo guardi non te ne accorgi: di quanto rumore faccia. Ma nel buio... Tutto quell'infinito diventa solo fragore, muro di suono, urlo assillante e cieco. Non lo spegni, il mare, quando brucia nella notte.
Non v'è nulla di così disperatamente monotono come il mare, e non mi meraviglio più della crudeltà dei pirati.
Ogni onda del mare ha una luce differente, proprio come la bellezza di chi amiamo.
Mi sono preso una cotta formidabile. Fra fuochi e chitarre, in riva al mare e dentro un sacco a pelo. Perché tutti, una volta nella vita, abbiamo diritto di credere che le canzoni dell'estate siano state scritte apposta per noi.
Cielo e mare sono come due specchi che di giorno si riflettono e di notte si ascoltano.