Domani torneremo a navigare l'immenso mare.- Orazio
Domani torneremo a navigare l'immenso mare.
Prudentemente Iddio nascose fra tenebre caliginose gli eventi del tempo futuro.
È bello e dolce morire per la patria.
È duro ma diventa più leggero grazie alla pazienza tutto ciò che non è lecito cambiare.
Ai pittori e ai poeti è sempre stata concessa la giusta libertà di osare in ogni cosa.
Cogli il giorno presente confidando il meno possibile nel futuro.
Ci si deve liberare della speranza che il mare possa mai riposare. Dobbiamo imparare a navigare in venti forti.
Sabbia a perdita d'occhio, tra le ultime colline e il mare - il mare - nell'aria fredda di un pomeriggio quasi passato, e benedetto dal vento che sempre soffia da nord. La spiaggia. E il mare.
Acqua, energia e cibo. Devi fare l'economia. In mare non puoi portare l'opulenza di tutti i giorni.
Il mare è fatto così. Puoi essere il miglior marinaio del mondo, ma arriva lui e ti liquida. L'unica consolazione è comportarti al meglio...
Di fronte al mare la felicità è un'idea semplice.
Sorride da lontano. Denti di spuma, Labbra di cielo.
Ogni onda del mare ha una luce differente, proprio come la bellezza di chi amiamo.
Sulla riva del mare è scritta la storia della vita che si rinnova di continuo, come le onde che cancellano le impronte sulla sabbia oppure vi lasciano nuovi oggetti venuti da chissà dove.
Chi ha roba in mare non ha nulla.
Il mare aveva preso un tono dal taglio fresco del ferro, non soltanto colore, ma condizione formata in un atto, cambiamento, novità e paesaggio; e durezza, alla vista, pure pronta a trasformarsi.