Il disordine medesimo di consumare più che non si riproduce è uno sprone a maggiormente riprodurre.- Pietro Verri
Il disordine medesimo di consumare più che non si riproduce è uno sprone a maggiormente riprodurre.
Nella troppa disuguaglianza delle fortune, egualmente che nella perfetta eguaglianza, l'annua riproduzione si restringe al puro necessario, e l'industria s'annienta, poiché il popolo cade nel letargo.
Il dolore precede ogni piacere ed è il principio motore dell'uomo.
Nei disastri pubblici l'umana debolezza inclina sempre a sospettarne cagioni stravaganti anzi che crederli effetti del corso naturale delle leggi fisiche.
Prima dell'invenzione del denaro non potevano aversi le idee di compratore, e di venditore, ma soltanto di proponente, e di aderente al cambio.
In Italia la linea più breve tra due punti è l'arabesco.
Chi biasima la somma certezza della matematica si pasce di confusione, e mai porrà silenzio alle contraddizioni delle sofistiche scienze, colle quali si impara uno eterno gridare.
Sono i deboli e i confusi che venerano le finte semplicità della franchezza brutale.
Niente caos, niente creazione. Prova: la cucina all'ora di pranzo.
Chi non cerca trova.
Il disordine dà qualche speranza, l'ordine nessuna.
Non è saggio usare la morale nei giorni feriali; così succede che poi la troviamo in disordine la domenica.
Se tutto converge all'uno, si mette per forza in ordine; il disordine c'è quando non c'è un «uno» verso cui, in funzione di cui andare.
Non avrebbe mai potuto capirmi, perché a me piacciono troppe cose, e io mi ritrovo sempre confuso e impegolato a correre da una stella cadente all'altra finché non precipito. Questa è la notte, e quel che ti combina. Non avevo niente da offrire a nessuno, eccetto la mia stessa confusione.
Le nostre vere scoperte vengono dal caos, dall'andare nella direzione che sembra sbagliata e stupida e sciocca.