Rendere gloriosa la sconfitta è lo stesso che trionfare.- Ramón María del Valle-Inclán
Rendere gloriosa la sconfitta è lo stesso che trionfare.
La gloria assai spesso non è altro che un gran rumore che nasce non si sa come, e persiste non si sa perché.
La gloria del maestro sono i discepoli, nei quali si rispecchia e sopravvive.
L'uomo destinato alla gloria non teme la povertà e la miseria perché sa che nella miseria il suo ingegno diverrà genio.
Passa la gloria del mondo, senza gloria, senza mondo, senza un miserabile panino alla mortadella.
Tra la gloria e la celebrità passa la stessa differenza che tra una dea e una pettegola.
È più bello desiderare che possedere la gloria.
Finché l'umanità continuerà a concedere gli applausi più spontanei ai suoi distruttori invece che ai suoi benefattori, la sete di gloria militare sarà sempre il vizio dei personaggi più esaltati.
V'era sulla piazza principale di Corinto una statua scolpita da Silanione e catalogata da Plinio: rappresentava Epistato. Chi era Epistato? L'inventore dello sgambetto. Ciò riassume la Grecia e la gloria.
Quando vanno al patibolo col sorriso, quello è il momento di mandare in pezzi la falce della morte.
Non c'è gloria o voglia che si possa bere oppure masticare né pietra di mulino a vento che quel sasso al cuore possa frantumare.