Invece di adattamento, non sarebbe meglio parlare di sottomissione?- Roland Jaccard
Invece di adattamento, non sarebbe meglio parlare di sottomissione?
La grande forza del potere, che sia religioso o politico: provocare il senso di colpa da cui pretende di liberarci.
Le ragazze sono dei giocattoli pericolosi. Anche le più dolci lasciano un sapore amaro.
La metafisica è un sistema di ipotesi che servono a soddisfare un po' lo spirito e esercitarlo molto.
Più che di saper vivere, non è meglio parlare di "saper fingere"?
Ero un giovane pazzo che si lasciava accecare dalle sue passioni e che ha obbedito solo agli impulsi del momento.
Degli americani la cosa che mi ha colpito maggiormente è il modo in cui i genitori obbediscono ai figli.
Che la prima lezione ai vostri figli sia l'obbedienza; la seconda, quella che volete.
Non c'è libertà se siete imprigionati da muri di disciplina.
Infelice non è chi esegue un ordine, ma chi lo esegue contro la propria volontà. Disponiamoci, perciò a volere quello che le circostanze esigono.
Se sempre e comunque le macchine politiche costruite per dar corpo alla democrazia sono destinate a riprodurre rapporti oligarchici di comando-obbedienza e a generare implacabilmente nuove «aristocrazie interne», allora tanto vale affidarsi al rapporto diretto tra il Capo e la Massa.
Spesso l'uomo preferisce essere diretto, comandato, obbligato da una autorità superiore, perché questo lo solleva dal peso della responsabilità e dall'angoscia dei sensi di colpa, e quindi dal dover fare i conti con la propria coscienza.
È molto più prudente obbedire che comandare.
Ci sono due solitudini: quella in cui si è re, quella in cui si è sudditi.
Diventa più osservante della legge e non rifiuta di sottomettervisi il popolo, quando vede che il suo autore le ubbidisce.