Dove non c'è obbedienza non c'è virtù.- Padre Pio
Dove non c'è obbedienza non c'è virtù.
Bisogna essere forti per diventare grandi: ecco il nostro dovere.
Le imperfezioni ci fanno conoscere la nostra grande miseria.
L'anima attraversa momenti di estrema violenza; sente la forza schiacciante del nemico e la sua congenita debolezza.
Una persona annega in alto mare, una annega in un bicchier d'acqua. Ma entrambi muoiono.
Disprezza le tentazioni ed abbraccia le tribolazioni.
È il momento dell'obbedienza libera, umile e insieme magnanima, nella quale si realizza la decisione più elevata della libertà umana.
Non dare mai un ordine che non può essere obbedito.
Le mogli siano sottomesse ai mariti come al Signore; il marito infatti è capo della moglie, come anche Cristo è capo della Chiesa, lui che è il salvatore del suo corpo. E come la Chiesa sta sottomessa a Cristo, così anche le mogli siano soggette ai loro mariti in tutto.
Bisogna ubbidire ai superiori, non perché sono giusti, ma perché sono superiori.
La lezione più difficile da imparare per un soldato è ubbidire agli ordini che ritiene sbagliati.
Una volta conosciuta, anche confusamente, la vocazione personale deve essere rispettata fedelmente e coerentemente obbedita.
La donna media è a capo di qualcosa di cui può fare ciò che vuole; l'uomo medio deve obbedire agli ordini e nient'altro.
Servitù è il vero nome di quell'obbedienza che non è virtù.
Dove l'uguaglianza non si discute, c'è anche subordinazione.
Noi non sentiamo la nostra dipendenza, ma, ammettendo la nostra libertà, arriviamo a un assurdo; ammettendo invece la nostra dipendenza dal mondo esterno, dal tempo e dalle cause giungiamo a formulare delle leggi.