Non è necessario essere folli per fare del cinema. Ma aiuta molto.
Devi prendere l'amaro con l'acido.
Un uomo che va dallo psicoanalista dovrebbe farsi curare il cervello.
Perché la gente dovrebbe uscire a pagare per vedere brutti film quando può starsene a casa a vedere pessima televisione per niente?
Vivere significa stare per il novanta per cento insieme a delle persone che non si possono soffrire.
Il teatro è condannato a morire da sé e deve consegnare il suo retaggio al cinematografo. Il cinematografo, tramutati in un ramo industriale l'ingenuo realismo e l'artisticità di Cechov e Gorki, spiana la strada al teatro dell'avvenire, alla libera arte dell'attore.
Per noi attori il cinema è un compromesso, lo accettiamo per diventare più popolari e far venire la gente a teatro, che è il nostro vero habitat.
Con un'espressione sintetica si può dire che il cinema scientifico ci ha permesso di "vedere l'invisibile".
Il cinema è arte metafisica per eccellenza. Esso offre una finzione completa della vita ma, nel contempo, mostra la vita come completa finzione. Proiettato artificialmente su uno schermo, il mondo scopre la sua essenza più vera: un regno di ombre.
Il cinema è uno dei tre linguaggi universali; gli altri due sono la matematica e la musica.
Il cinema non produce arte, crea al massimo cultura.
Il cinema è l'arte degli illetterati.
Poiché il cinema non è solo un'esperienza linguistica, ma, proprio in quanto ricerca linguistica, è un'esperienza filosofica.
Il cinema deve usare necessariamente linguaggi diversi da quelli letterari. Il regista deve dare la sua lettura interpretativa.
La fotografia è verità, e il cinema è verità ventiquattro volte al secondo.