Il silenzio non sempre indica saggezza.- Samuel Taylor Coleridge
Il silenzio non sempre indica saggezza.
Chi si vanta di aver conquistato una moltitudine di amici non ne hai mai avuto uno.
I lavori di fantasia dovrebbero essere scritti in un linguaggio davvero piano; più sono puramente immaginari più è necessario che siano semplici.
Il peccato prediletto del demonio è l'orgoglio che scimmiotta l'umiltà.
Ciò che l'uomo desidera è una donna; ciò che desidera la donna è raramente qualcosa di diverso dal desiderio dell'uomo.
I critici sono spesso persone che avrebbero voluto essere poeti, storici, biografi ecc., se avessero potuto; hanno messo alla prova il loro talento nell'una o nell'altra cosa, e non hanno avuto successo; perciò si sono dati alla critica.
Due sole categorie sfuggono a ogni cambiamento: i più saggi e i più stupidi.
Ritirarsi non è scappare, e restare non è un'azione saggia, quando c'è più ragione di temere che di sperare. Non c'è saggezza nell'attesa quando il pericolo è più grande della speranza ed è compito del saggio conservare le proprie forze per il domani e non rischiare tutto in un giorno.
Un uomo non dovrebbe mai vergognarsi di confessare di avere torto. Che poi è come dire, in altre parole, che oggi è più saggio di quanto non fosse ieri.
Tutto quello che può la nostra saggezza non è gran cosa; più essa è acuta e vivace più trova in sé debolezza e tanto più diffida di se stessa.
Quando i saggi vanno oltre l'udito dell'udito, il pensiero del pensiero, la parola della parola (e vi è anche il respiro del respiro, lo sguardo dello sguardo), trasuperano il mondo fenomenico e diventano immortali.
Lo scetticismo era considerato indice di saggezza, ora è diventato sintomo di cecità.
Il saggio non vuole essere considerato come una giada, né disprezzato come una pietra.
La saggezza si conquista attraverso la sofferenza.
Lo stolto cerca la felicità lontano, il saggio la coltiva sotto i propri piedi.
L'uomo saggio non pretende di essere maestro agli altri né li considera come suoi discepoli: perché non ama né se stesso come maestro né gli altri come discepoli.