Ho passato vent'anni sul palco prima di affrontare una telecamera.- Saul Rubinek
Ho passato vent'anni sul palco prima di affrontare una telecamera.
Tutti quelli che fanno teatro, anche a livello amatoriale, sanno che in quell'ambiente si trova subito una famiglia.
Se un drammaturgo provasse a guardare tutti faccia a faccia, si avrebbe il peggior caso di strabismo dopo che Annibale perse un occhio cercando di contare i suoi diciannove elefanti durante una tempesta di neve mentre attraversava le Alpi.
Al college ho lasciato medicina per fare teatro, poi mi sono trasferito a San Francisco e ci ho vissuto per cinque anni.
Il teatro continua ad esistere, e non soltanto come abitudine, come modo d'impiego del tempo libero, ma come esigenza profonda e ineliminabile della vita sociale...
Io penso che sia dovere dei commedianti scoprire dove la linea è tracciata e superarla deliberatamente.
La miseria è il vero copione della comicità. È già tragedia, perciò si ride.
Non abbandonerò mai il teatro e la soddisfazione di un pubblico diverso ogni sera.
Il cinema non ti dà la possibilità di incontrare il pubblico o di ricevere un applauso.
Un bravo attore non fa mai la sua entrata prima che il teatro sia pieno.
La tv è divertente, ma in teatro si sente il respiro della gente e la libertà del palcoscenico.
Lo schermo dà soddisfazione perché è così tecnico e misterioso. E' come giocare alla roulette: hai un copione, puoi pensare che sia ottimo o pacchiano, ma non hai idea di come verrà fuori in realtà. Sul palco, invece, tu sei l'autore di te stesso.