Gli scrittori scrivono, perché i lettori leggano.- Scoprendo Forrester
Gli scrittori scrivono, perché i lettori leggano.
Lo scrittore di romanzi accetta sempre come dato certo problematico, ma ineliminabile, la disarmonia tra individuo e società, tra uomo e mondo.
Ci sono scrittori che non si riconoscono, come se non avessero il naso in mezzo alla faccia.
Lo scrittore deve adescare, non deve raccontare niente, non ha nessun compito di trasmettere verità.
A una certa età gli scrittori si trasformano in tante Vecchie Mamme Hubbard, le scrittrici in tante Giovanne d'Arco senza battaglie.
L'autore migliore sarà quello che si vergognerà di diventare scrittore.
Lo scrittore deve considerare i suoi vecchi testi quali altri testi, che egli riprende, cita o deforma, come farebbe di una moltitudine di altri segni.
Lo scrittore sceglie in primo luogo di essere inutile.
Il compito primordiale dello scrittore di oggi è di essere «mitoclasta».
Uno scrittore vero non prende appunti per strada o al caffè perché significherebbe che sta rubando tempo alla scrittura interna che non deve cessare mai - e che va celata sempre.