Gli scrittori scrivono, perché i lettori leggano.- Scoprendo Forrester
Gli scrittori scrivono, perché i lettori leggano.
Scrivere è trasformare in soldi i propri momenti peggiori.
Lo scrittore che accetta, in tutto o in parte, di seguire la disciplina di un partito politico è posto prima o dopo davanti all'alternativa: sottomettersi o tacere.
Come gli scrittori diventano più numerosi, è naturale per i lettori diventare più indolenti.
Abba Eban, ministro degli Esteri d'Israele, è convinto che per uno scrittore la maggior fonte d'ispirazione è di sapere che, se non scrive, deve restituire l'anticipo che ha ricevuto per i diritti d'autore.
Il più grande degli scrittori non può vedere al di là di un muro di mattoni, ma diversamente da noi egli non può costruirne uno.
Se non esistesse l'adulterio, che fine farebbe l'immaginazione degli scrittori?
Lo scrittore deve darsi intero, soltanto a traiettoria conclusa si potrà giudicare in che punto di essa si è messo meglio a fuoco.
Il compito di un narratore è anzitutto quello di rappresentare. Un libro che si apre è come un sipario che si alza: i personaggi entrano in scena, la rappresentazione comincia.
Tentiamo una definizione: lo scrittore è colui che è sommamente, eroicamente incompetente di letteratura.