Gli scrittori scrivono, perché i lettori leggano.- Scoprendo Forrester
Gli scrittori scrivono, perché i lettori leggano.
Uno scrittore vero [...] non cerca in un altro scrittore che se stesso.
La differenza tra un romanziere e uno storico è questa: che lo scrittore racconta menzogne deliberatamente e per il gusto di farlo; lo storico racconta menzogne nella sua semplicità e immagina di dire la verità.
Un vero scrittore non scrive in una lingua appresa da adulto, ma nella lingua che conosce sin dall'infanzia.
Sindacato Scrittori? Prudente starne fuori. Molti sono gli Iscritti e pochi gli Scrittori.
La professione di scrivere libri fa apparire le corse dei cavalli un'attività solida, stabile.
Alcuni scrittori prendono gusto al bere, altri al pubblico.
Uno scrittore non si contenta di avere successo. Per essere realmente in pace con se stesso ha bisogno dell'insuccesso altrui.
Pochi autori di questo secolo insegnano come Musil che l'unica dimensione dello scrittore è quella della verità.
Il compito di un narratore è anzitutto quello di rappresentare. Un libro che si apre è come un sipario che si alza: i personaggi entrano in scena, la rappresentazione comincia.
Nell'intimità della lettura il grande scrittore non sembra limitarci, ma completarci.