O mia patria d'oro! In autunno lucente cattedrale!- Sergej Esenin
O mia patria d'oro! In autunno lucente cattedrale!
Addio, amico mio, addio.Mio caro, sei nel mio cuore.Questa partenza predestinataPromette che ci incontreremo ancora.Arrivederci, amico mio, senza mano, senza parolaNessun dolore e nessuna tristezza dei sopraccigli.In questa vita, morire non è una novità, ma, di certo, non lo è nemmeno vivere.
O Russia, terra color lampone e azzurro caduto nel fiume, amo fino alla gioia, fino al tormento la tua tristezza di lago.
Mi piace spettinato camminare col capo sulle spalle come un lume e così mi diverto a rischiarar il vostro triste autunno senza piume.
Voglio vivere, vivere, vivere Ditemi che fare per amor del cielo E io qualunque cosa farò Pur di stormire nel giardino dei viventi.
Solo te posso amare, Russia, mio dolce paese che hai gioia breve e violenta nelle sonore canzoni di primavera sui prati.
La Russia è un paese con un passato imprevedibile.
Mi è molto affine l'umorismo, lo slancio emotivo del popolo russo.
Anche nel sogno sei strana. Non toccherò la tua veste. Sonnecchio - e dietro il sopore è il mistero, e nel mistero tu riposi, Rus'.
Colosso dai piedi di creta.
Quando penso alla Russia penso al dolore: non solo ai drammi, ma anche alle miserie di ogni giorno.
Che razza di uomini era mai questa gente russa che non rispettava nessun valore di umana corrispondenza?
Il governo russo è una monarchia assoluta temperata dall'assassinio.
O misera mia terra, che significhi tu per il cuore?