A pochissimi spiriti è dato scoprire che le cose e gli esseri esistono.- Simone Weil
A pochissimi spiriti è dato scoprire che le cose e gli esseri esistono.
Finché un essere umano non è stato conquistato da Dio, non può avere fede, ma solo una semplice credenza.
Si può, volendo, riportare l'intera arte del vivere a un buon uso del linguaggio.
Sfuggire al contagio della follia e della vertigine collettiva tornando a stringere per conto proprio, al di sopra dell'idolo sociale, il patto originario dello spirito con l'universo.
Nel XIX secolo tutti i poeti furono più o meno letterati, cosa che contamina vergognosamente la loro poesia.
Non può aver luogo la coesione se non tra una piccola quantità di uomini. Oltre questa soglia, si dà solo giustapposizione di individui, ossia debolezza.
Per ogni dieci battute di spirito vi siete fatti cento nemici.
Lo spirito olimpico non è né la proprietà di una razza, né di una era.
Lo spirito diventa libero solo quando cessa di essere un sostegno.
Dobbiamo finalmente renderci conto del fatto che lo spirito, cioè l'unica cosa che il cristiano ama, non è niente, ossia che lo spirito è una menzogna.
L'artista deve temere lo spirito da letterato che porta così spesso il pittore ad allontanarsi dalla sua vera strada: lo studio concreto della natura.
V'è in alcuni uomini una certa mediocrità di spirito che contribuisce a renderli saggi.
Esistono spiriti liberi, audaci, che vorrebbero nascondere e negare di essere cuori infranti, superbi, immedicabili; e talvolta la follia stessa è la maschera per un sapere infelice troppo certo.
E' spiacevole e tormentoso quando il corpo vive e si dà importanza per conto suo, senza alcun legame con lo spirito.
Lo spirito della valle non muore, è la misteriosa femmina. La porta della misteriosa femmina è la scaturigine del Cielo e della Terra.
Per confinare la nostra attenzione ai fatti terreni si dovrebbe limitare lo spirito umano.