Il passato è come certi torturati. Duro a morire.- Stefano Benni
Il passato è come certi torturati. Duro a morire.
Un'altra persona può suggerirci: questa è l'ora più bella della tua vita, ma potrebbe mentire e il fatto stesso che ce lo dica già ci introduce al rimpianto, al pensiero che quest'ora svanirà, che stiamo per perderla.
Quando uno non distingue più i banditi dagli sceriffi vuol dire che è nella merda.
Capì di avere perso qualcosa che non sarebbe mai tornato... tutto ciò che era stato prima, ora non contava più nulla.
C'è gente che dice che vuol lottare e poi confonde il fischio d'inizio della partita con quello dell'ultimo minuto, e va a casa.
Tu sei la pubblicità della sfiga.
Il giorno seguente è lo scolaro del precedente.
Il Passato giace sul Presente come il corpo morto di un gigante.
A ogni bivio sul sentiero che porta al futuro, la tradizione ha posto 10.000 uomini a guardia del passato.
Le scene della nostra vita sono come rozzi mosaici. Guardate da vicino non producono nessun effetto, non ci si può vedere niente di bello finché non si guardano da lontano.
Il silenzio è il drappo funebre del passato, ed è talvolta empio, spesso pericoloso, sollevarlo: anche quando la mano è pietosa e amorosa, il primo momento è crudele.
Vi è una sola vera tragedia nella vita di una donna: il fatto che il passato sia sempre l'amante e il futuro invariabilmente il marito.
Il passato non sta mai fermo un attimo: è mobile come una bandiera in una giornata di vento. Visto con gli occhi del presente, tende continuamente a modificarsi, fino a diventare quello che Sant'Agostino definiva «il presente del passato».
Il passato non è un pacchetto che si può mettere da parte.
Vivere nel passato è quasi come vivere in una bara... è totalmente limitante, e finisce con l'essere un coperchio sulla tua crescita...
Chi vuol navigare finché non sia passato ogni pericolo non deve mai prendere il mare.