Non c'è forza paragonabile alla pazienza, proprio come non c'è afflizione peggiore dell'odio.- Tenzin Gyatso
Non c'è forza paragonabile alla pazienza, proprio come non c'è afflizione peggiore dell'odio.
Dobbiamo riconoscere che non può esserci speranza alcuna di gratificare i sensi in modo permanente. Nel migliore dei casi, la felicità che deriviamo dalla consumazione di un buon pasto può durare solo fino alla prossima volta che siamo affamati.
Abbiamo un detto in Tibet: "Se perdi la pazienza e ti arrabbi, morditi le nocche". Significa che se montate in collera non dovete mostrarlo agli altri. Dite piuttosto, a voi stessi: "Lascia perdere".
A quelli che sono pessimisti e si tormentano di continuo mi viene voglia di dire: quanto siete stupidi.
Se riuscite a coltivare stati mentali salutari prima di andare a dormire e permettete loro di perdurare durante il sonno senza distrarvi, allora anche il sonno diverrà salutare.
La bellezza del frutto è in proporzione al tempo che intercorre tra la semina e la raccolta.
Se riusciste a imparare ad essere tolleranti e pazienti nei confronti dei vostri nemici, allora la compassione verso gli altri esseri comincerebbe a manifestarsi con naturalezza.
La pazienza è amara, ma il suo frutto è dolce.
Bisogna essere pazienti: non si produce un bambino in un mese mettendo incinte nove donne.
Sapeva temporeggiare con una pazienza che altro non era se non la magnifica pazienza primitiva.
Chi sa attendere è paziente, ma gli altri non sono tutti dottori.
Chi ha pazienza può ottenere ciò che vuole.
L'uomo paziente e forte si rende felice da solo.
Andare lento e correre sono errori di pari gravità.
Le virtù cristiane della pazienza e della rassegnazione sono le massime virtù dell'imbecillità umana.