A quelli che sono pessimisti e si tormentano di continuo mi viene voglia di dire: quanto siete stupidi.- Tenzin Gyatso
A quelli che sono pessimisti e si tormentano di continuo mi viene voglia di dire: quanto siete stupidi.
I progressi della scienza devono essere giudicati nei termini della bontà o della malizia che li ispirano. Non basta la curiosità a giustificare la sperimentazione scientifica. Questa deve essere sempre rivolta a favore del beneficio dell'umanità.
Bisogna riconoscere che non ci può essere speranza di appagamento permanente dei sensi. Nel migliore dei casi, la felicità che si deriva da un buon pasto può durare soltanto finché non si è affamati di nuovo.
L'odio può essere il massimo impedimento allo sviluppo della compassione e della felicità.
Non c'è forza paragonabile alla pazienza, proprio come non c'è afflizione peggiore dell'odio.
Abbiamo un detto in Tibet: "Se perdi la pazienza e ti arrabbi, morditi le nocche". Significa che se montate in collera non dovete mostrarlo agli altri. Dite piuttosto, a voi stessi: "Lascia perdere".
Mantengo un pessimismo illuminato riguardo alle cose, così non resto deluso quando non vanno come voglio.
Pessimista: chi teme il meglio.
Il pessimismo è un tristo compagno; ma spesso ci guarda, o ci libera, da altri compagni, anche più tristi.
Qualcuno deve avere coraggio del pessimismo altrui.
L'ottimista è un imbecille felice, il pessimista un imbecille infelice.
Il discorso pessimistico appartiene al genere oratorio, e questo perché presuppone un uditorio che può gridare e agitarsi.
Il pessimismo dell'intelligenza va combattuto da un ottimismo della volontà.
Voglio quel che non c'è mai stato e che evidentemente non c'è; e che continuando si fa meta sempre più lontana. Il che mi fa ancora e sempre apparire come un pessimista: e pare non sia permesso esserlo neppure di fronte al pessimo. Allegria, allegria.
Pessimista. Uno che se può scegliere tra due mali li prende entrambi.
Il pessimismo, quando uno ci si abitua, è tanto gradevole quanto l'ottimismo.