Il credente è uno che manca di fede in sé stesso.- Vannuccio Barbaro
Il credente è uno che manca di fede in sé stesso.
Il timore è per la speranza compagno inseparabile.
L'amore non è tutto, ma ha qualcosa in più di tutto.
Se alcuni comportamenti ci sembrano assurdi è perché non ne conosciamo le vere motivazioni.
Il depresso è uno che non riuscendo a porre freno alla propria infelicità ne rimane a lungo sopraffatto.
Può venir meno persino l'amore per sé stessi, non mai l'egoismo, e anche quello a causa di questo.
Ormai in dio non crede più nessuno, neppure i credenti.
Il credente non si lascerebbe strappare la sua fede né tramite argomentazioni né tramite proibizioni. E se anche la cosa riuscisse nel caso di qualcuno, sarebbe una crudeltà. Chi per decenni ha preso sonniferi, naturalmente non può dormire se ne viene privato.
È risaputo che alcuni credenti di strettissima osservanza hanno dubitato di Dio perché li aveva colpiti una grande sventura, magari per quanto provocata da loro stessi; però non si è mai visto nessuno che abbia perso la fede per aver ottenuto una felicità immeritata.
Basta un mal di denti per non farci credere nella bontà del creatore.
Credere in un Dio vuol dire comprendere la questione del senso della vita. Credere in un Dio vuol dire vedere che i fatti del mondo non sono poi tutto. Credere in Dio vuol dire vedere che la vita ha un senso.