Ho cominciato come pittore ma ero nato per il teatro.- Vincente Minnelli
Ho cominciato come pittore ma ero nato per il teatro.
I drammaturghi ci imbrogliano sull'amore. Lo rendono carino, comico, lascivo, ma non possono renderlo vero.
Segni distintivi del furbo: pelliccia, automobile, teatro, restaurant, donne.
Il ballo sul grande schermo non è equiparabile a quello su di un palco.
Quello che si dà in teatro, in disco non lo si può dare.
L'intervallo fra un atto e l'altro era necessario per regolare le candele.
Il piacere del teatro è decaduto non per la scomparsa di buoni attori ma perché la gente comune è apparsa a recitare negli uffici, nei ritrovi, nelle strade. Tutti si esibiscono come su un palcoscenico, orgogliosi della loro esistenza priva di valore.
Quando entri in un meccanismo come quello del cinema, è estremamente difficile uscirne. Il teatro rimane uno dei cardini principali nel cinema, la mia esperienza teatrale rimane un fatto fondamentale. È stata la base.
Ciò che ho sempre trovato di più bello, a teatro, è il lampadario.
Questa intera creazione è essenzialmente soggettiva, e il sogno è il teatro dove il sognatore è allo stesso tempo sia la scena, l'attore, il suggeritore, il direttore di scena, il manager, l'autore, il pubblico e il critico.
La mia giovinezza è il periodo che ricordo più spesso, anche se non è stato facile, ma pieno di parole che si confondevano con il teatro.