Ciò che l'uomo osa, io oso.- William Shakespeare
Ciò che l'uomo osa, io oso.
Se ho fatto una sola cosa buona nella mia vita, me ne pento dal profondo del mio cuore.
Non desidero una rosa a Natale più di quanto possa desiderar la neve a maggio: d'ogni cosa mi piace che maturi quand'è la sua stagione.
Vedo che i giudizi degli uomini formano un tutto unico colle loro fortune e che i fatti esteriori si trascinano dietro le loro qualità intime, per degenerare ugualmente.
Piacere e vendetta sono più sordi delle bisce alla voce di una decisione giusta.
Dannato momento quando scopri che il tuo migliore amico si rivela il tuo peggior nemico!
Pare che l'arte fiorisca meglio là dove l'uomo deve correggere la natura, dove non è scoraggiato dalla sua abbondanza.
Ho sempre compiuto uno sforzo totale, anche quando le probabilità sembravano essermi completamente a sfavore. Non ho mai smesso di provare. Non ho mai avuto la sensazione di non avere una possibilità di vittoria.
Si abbia il coraggio, in un contesto di comune responsabilità istituzionale, di assumere per intero il modello della quinta Repubblica francese: un sistema semipresidenziale e un meccanismo elettorale a doppio turno di collegio.
Il coraggio era anche quello. Era la consapevolezza che l'insuccesso fosse comunque il frutto di un tentativo. Che talvolta è meglio perdersi sulla strada di un viaggio impossibile che non partire mai.
Se hai dei sogni devi agire per realizzarli, o almeno provarci.
Se l'uomo non arriva al bordo del precipizio, non gli cresceranno le ali sulla schiena.
Arriva sempre un momento in cui non c'è altro da fare che rischiare.
Nella vita la cosa più importante è osare, quella più complicata è avere paura, quella più intelligente è provare ad essere una persona virtuosa.
Se vai tanto distante fino a dove riesci a vedere, allora vedrai abbastanza per andare ancora più distante.
È molto meglio osare cose straordinarie, vincere gloriosi trionfi, anche se screziati dall'insuccesso, piuttosto che schierarsi tra quei poveri di spirito che non provano grandi gioie né grandi dolori, perché vivono nel grigio e indistinto crepuscolo che non conosce né vittorie né sconfitte.