Miserabile che sono, sono poveri persino i miei ringraziamenti.- William Shakespeare
Miserabile che sono, sono poveri persino i miei ringraziamenti.
È un cattivo cuoco quello che non sa leccarsi le dita.
Si ride delle cicatrici altrui chi non ebbe a soffrir giammai ferita.
Il mondo non è stato mai felice da quando la bassa adulazione fu chiamata complimento.
Presta a tutti il tuo orecchio, a pochi la tua voce.
L'abitudine può cambiare lo stampo della natura, e domare il diavolo o cacciarlo del tutto, con forza meravigliosa.
L'eroina. La droga dei miserabili.
Che giova l'abbondanza di beni materiali nell'inopia e nell'impotenza dello spirito? Non v'è peggior miseria che la miseria di certi ricchi.
Morire di fame è assai meno doloroso che morire di non libertà.
Mia madre dice che il Terzo Mondo non tiene neanche la casa sgarrupata, e perciò non ci dobbiamo lagniare: il Terzo Mondo è molto più terzo di noi!
Oggi la libertà è il danaro; la schiavitù è la miseria.
La miseria aguzza il pugnale dell'assassino; prostituisce la donna; corrompe il cittadino; trova satelliti al dispotismo.
Non si potrà costruire quell'ordine internazionale, realmente improntato a giustizia e solidarietà, che è nell'auspicio di tutti, se continuerà a prevalere il profitto a tutti i costi concentrato nelle mani di pochi, mentre il resto dell'umanità soffre nella miseria e nell'abbandono.
La miseria, quando è miseria davvero, la intendono tutti: anche i ragazzi.
La felicità corteggia la luce, perciò pensiamo che il mondo sia felice, mentre la miseria si nasconde tenendosi lontana, così pensiamo che non esista.
La prossima volta che ti viene voglia di lamentarti per qualcosa, ricordati che il tuo bidone dell'immondizia probabilmente è nutrito meglio del trenta per cento della popolazione mondiale.