Miserabile che sono, sono poveri persino i miei ringraziamenti.- William Shakespeare
Miserabile che sono, sono poveri persino i miei ringraziamenti.
Amami o odiami, entrambi sono a mio favore. Se mi ami, sarò sempre nel tuo cuore. Se mi odi, sarò sempre nella tua mente.
Il carosello del tempo porta con sé le sue vendette.
Nessuno ammira la celerità più dei negligenti.
Piangere un guaio ormai passato è il modo migliore per tirarsene addosso un altro.
Parlare in favore della verginità significa accusare vostra madre.
L'indigenza è mancanza delle cose necessarie.
Mangiare, o bere l'oro e le pietre preziose si è piuttosto pompa da ricco che di chi brami alimento.
La pace è ferita da qualunque negazione della dignità umana, prima fra tutte dalla impossibilità di nutrirsi in modo sufficiente.
Giochiamo a fare i rivoluzionari nei nostri piccoli spazi riservati e ci sentiamo pericolosi e importanti e poi alla prima occasione vera torniamo poveri minorenni senza una casa e senza un lavoro e senza soldi, senza la minima possibilità di incidere sulla nostra vita.
C'è una marea nelle cose degli uomini che, colta al flusso, mena alla fortuna; negletta, tutto il viaggio della vita s'incaglia su fondali di miserie.
La nostra politica non è diretta contro alcun paese o dottrina, bensì contro la fame, la miseria, la disperazione o il caos.
Si è morti, si dorme il grande sonno e ci se ne fotte di certe miserie.
Il nazionalismo è l'unica consolazione dei popoli poveri.
Se le masse lavoratrici rimangono in uno stato di miseria e di abbrutimento, non v'è grandezza di popolo, né dentro, né oltre i confini della Patria.
Raramente la miseria genera e bellezza e poesia, nella realtà genera cattiveria e invidia.