La fortuna non può impicciarsi con la miseria, così va la legge di natura!- Elsa Morante
La fortuna non può impicciarsi con la miseria, così va la legge di natura!
Si direbbe, in realtà, all'epilogo di certi destini, che noi stessi, per una nostra legge organica, fin dall'inizio, insieme con la vita, abbiamo scelto anche il modo della nostra morte.
Solo chi ama conosce. Povero chi non ama!
Anche una fatica, magari, può dar gusto qualche volta, purché non sia un lavoro. Una fatica oziosa può riuscire utile e simpatica, ma il lavoro, invece, è una cosa inutile, e mortifica la fantasia.
La camera a gas è l'unico punto di carità, nel campo di concentramento.
Ah, è un inferno essere amati da chi non ama né la felicità, né la vita, né se stesso, ma soltanto te.
Si può considerare veramente libero un uomo che ha fame, che è nella miseria, che non ha lavoro, che è umiliato perché non sa come mantenere i suoi figli e educarli? Questo non è un uomo libero.
La legge naturale non dà il diritto alla felicità, ma anzi prescrive la miseria e il dolore.
La nostra politica non è diretta contro alcun paese o dottrina, bensì contro la fame, la miseria, la disperazione o il caos.
Quando musica e miseria diventan cosa sola.
La miseria è la principale cagione, la sorgente inesauribile di tutti i mali della società, voragine spalancata che ne inghiotte ogni virtù.
Chi lotta duramente per racimolare l'indispensabile, ha bisogno di evadere dalla sua miseria conquistando qualcosa di superfluo.
Chi naviga nel mar delle sensualità si sbarca al porto delle miserie.
I fascisti utilizzano la miseria per perpetuare la miseria, e l'uomo contro l'uomo.
Gli affamati ed i disoccupati sono il materiale con il quale si edificano le dittature.
L'eroina. La droga dei miserabili.