La grandezza dell'uomo sta in questo: che ha coscienza della propria miseria.- Blaise Pascal
La grandezza dell'uomo sta in questo: che ha coscienza della propria miseria.
Ciò che misura la virtù di un uomo non sono gli sforzi, ma la normalità.
Questo è mio, questo è tuo. Ecco l'inizio dell'usurpazione del mondo.
La nobiltà è davvero un gran vantaggio se mette in condizione un uomo di diciotto anni di essere conosciuto e rispettato come un altro potrebbe esserlo solo a cinquanta. Trent'anni guadagnati senza fatica.
Bisogna ubbidire ai superiori, non perché sono giusti, ma perché sono superiori.
È superstizioso riporre le proprie speranze nelle formalità, ma arrogante rifiutare di sottomettervisi.
La consapevolezza... non ti si manifesta sminuzzata in pezzetti... Un 'fiume' o una 'corrente' sono le metafore con cui viene più naturalmente descritta.
Gli ostacoli sono quelle cose spaventose che vedi quando togli gli occhi dalla meta.
L'unica libertà concessa è resistere con dignità fino al capolinea, giocando come il gatto con il topo, consapevoli però di essere il topo, non il gatto, e di non avere scampo. Cercare di divertirsi, almeno. E poi scendere, soddisfatti. Almeno un poco. Capolinea.
Forse è solo in momenti eccezionali che ci rendiamo conto dei nostri anni, mentre per la maggior parte del tempo siamo dei senza-età.
Vivere nel mondo senza avere consapevolezza del suo significato è come vagabondare in una immensa biblioteca senza neppure toccare un libro.
In una società democratica bisognerebbe conoscere la realtà e non esserne ignoranti.
Meditazione è la scoperta chela meta dell'esistenzaè sempre raggiuntanell'istante presente.
L'occidente deve avere la consapevolezza della superiorità della sua civiltà che ha garantito benessere largo e il rispetto dei diritti umani, di quelli religiosi, che non c'è nei paesi islamici, il rispetto dei diritti politici.
Mi sono accorta che se quella che si definisce la natura umana può essere cambiata, allora tutto è possibile. E, da quel momento, la mia vita è cambiata.
Il vero artista si comporta come un uccello posatosi su un fragile ramo che lo sente cedere sotto il suo peso ma canta ugualmente perché sa di avere le ali.