Raramente la miseria genera e bellezza e poesia, nella realtà genera cattiveria e invidia.- Paolo Costella
Raramente la miseria genera e bellezza e poesia, nella realtà genera cattiveria e invidia.
Vedo un terzo della nostra nazione male alloggiato, mal vestito e mal nutrito.
Non vi può essere vera libertà individuale in presenza di insicurezza economica.
L'Italia non è un paese povero, ma un povero paese.
L'uomo è grande poiché si riconosce miserabile. Un albero non si riconosce miserabile. Si è quindi miserabili perché ci si riconosce miserabili: ma è essere grandi riconoscere che si è miserabili.
Pretendere di entrare nel cielo senza prima entrare in noi stessi per meglio conoscerci e considerare la nostra miseria, per vedere il molto che dobbiamo a Dio e il bisogno che abbiamo della sua misericordia, è una vera follia.
La pigrizia è madre: ha un figlio, il furto, e una figlia, la fame.
Perché tanta gente dovrebbe essere ridotta a tanta povertà per il bene di così pochi? La Società avrà dunque per scopo puntuale quello di liberare il lavoratore dalla sua miseria.
Il guerrigliero è un riformatore sociale, il quale impugna le armi per rispondere all'irata protesta del popolo contro l'oppressore e lotta per cambiare il regime sociale colpevole di tenere i suoi fratelli inermi nell'ombra e nella miseria.
Un modo di farsi un'idea delle miserie dei nostri compatrioti è andare a vedere i loro piaceri.
Morire di fame è assai meno doloroso che morire di non libertà.