Morire di fame è assai meno doloroso che morire di non libertà.- Walter Bonatti
Morire di fame è assai meno doloroso che morire di non libertà.
Io chiedo a una scalata non solamente le difficoltà ma una bellezza di linee.
La montagna più alta rimane sempre dentro di noi.
Così il CAI Centrale si limita a «riconoscere a Bonatti il giusto merito per l'apporto alpinistico da lui dato alla vittoria del K2»... E chi mai, fin dall'inizio, ne aveva dubitato? Risultò insomma, tout court, una finta, assurda e persino ridicola revisione storica.
Le grandi montagne hanno il valore degli uomini che le salgono, altrimenti non sarebbero altro che un cumulo di sassi.
La miseria mi fa più paura che la solitudine, perché quella è umiliazione e degrado, e questa è soltanto noia o tristezza.
Il denaro non può comprare la felicità, ma rende la miseria più sopportabile.
L'arte è il miele immagazzinato dell'animo umano, raccolto sulle ali della miseria e del travaglio.
La vita di conoscenza è la vita che è felice nonostante la miseria del mondo.
C'erano dei porci in una baia, armi contro la miseria solo che quel giorno il vento cambiò...
Invece di dare al popolo sacerdoti, soldati e maestri, sarebbe opportuno sapere se non stia morendo di fame.
Molto spesso è proprio la scarsità, la difficoltà di accesso a un cibo che ne fonda il valore di prodotto raro e pregiato.
Quei cattolici osservanti non si chiedevano se il lusso delle chiese non insultasse la miseria de poveri.
Un miliardario spesso non è che un pover'uomo con tanti soldi.
Gli uomini, non avendo nessun rimedio contro la morte, la miseria e l'ignoranza, hanno stabilito, per essere felici, di non pensarci mai.