Frugalità è un eufemismo per definire la miseria.- Publilio Siro
Frugalità è un eufemismo per definire la miseria.
È vissuto bene chi è potuto morire quando ha voluto.
Anche il vivere, nella miseria è un insulto.
È del saggio arrabbiarsi tardi ma una volta per tutte.
Chiunque sia colui che la sfortuna va cercando, lo trova facilmente.
L'ammalato ribelle fa il medico crudele.
Là dove stanziano le milizie nascono sterpi e rovi, al seguito dei grandi eserciti vengono certo annate di miseria.
Il dolore, in chi manca di pane, è più rassegnato.
Un modo di farsi un'idea delle miserie dei nostri compatrioti è andare a vedere i loro piaceri.
Chi non è capace di chiedere scusa, di chiedere perdono, di chiedere aiuto, cioè di farsi bambino quando la situazione lo richiede, non soltanto è un povero nevrotico, ma è anche povero come essere umano.
Ci vuole sempre qualcuno da odiare per sentirsi giustificati nella propria miseria.
Molto spesso è proprio la scarsità, la difficoltà di accesso a un cibo che ne fonda il valore di prodotto raro e pregiato.
Gli organi tutti per atteggiarsi al lavoro consumano una grande quantità di forza, e se il lavoro non si compie, esso va miseramente perduto.
Nessun maggior dolore che ricordarsi del tempo felice ne la miseria.
Consolarsi con l'altrui miserabilità può certo aiutare ad alleviare la propria disperazione ma non a migliorare se stessi.
La miseria non coincide con la povertà; la miseria è la povertà senza fiducia, senza solidarietà, senza speranza.