Chi muore nella miseria muore sempre troppo tardi.- Publilio Siro
Chi muore nella miseria muore sempre troppo tardi.
Non si può calzare la stessa scarpa su entrambi i piedi.
La gioventù deve essere domata con la ragione, non con la forza.
Si inganna meno la persona cui si dice subito no.
La fortuna toglie pochissimo a colui cui ha dato pochissimo.
Un torto si sopporta più facilmente con le orecchie che con gli occhi.
Il disperare aggrava non soltanto la nostra miseria ma anche la nostra debolezza.
Un ventre di un miserabile ha più bisogno d'illusioni che di pane.
La burocrazia sovietica si è posta al di sopra di una classe che usciva appena dalla miseria e dalle tenebre e non aveva tradizioni di comando e di egemonia.
La fame umana ha una voce meravigliosamente dolce e pura. Non v'è nulla di umano nella voce della fame.
Che vita di fantasia in queste strade, senza mai vedere niente di bello, mai mangiare niente di saporito, mai dire nulla di interessante.
Colui che è affamato non ha scelta. Il suo spirito non proviene da dove lui vorrebbe, ma viene dalla fame.
Era così povero che i passerotti gli portavano le briciole di pane sul davanzale. Ma era così sfigato che le formiche gliele mangiavano tutte!
Tutto vince il lavoro improbo, e nelle strettezze miseria che urge.
Pesta su quei tasti, per la miseria! Così... così! Adesso si che hai capito, bello.
Gli organi tutti per atteggiarsi al lavoro consumano una grande quantità di forza, e se il lavoro non si compie, esso va miseramente perduto.