Il piacere e la gloria non vanno mai d'accordo.- Publilio Siro
Il piacere e la gloria non vanno mai d'accordo.
Per chi è sempre sfortunato fare nulla è quanto di meglio possa fare.
È un destino infelice quello che non trova nemici.
È una gentilezza rifiutare immediatamente quello che intendi negare.
La perdita di cui non ci si avvede non è una perdita.
Vendicarsi di un nemico è ricominciare un'altra vita.
L'errore peggiore è pensare che quello che conta più di tutto in una partita sia vincere. Niente affatto. Quello che conta è la gloria. È giocare con stile, con bellezza, è andare in campo e travolgere l'avversario, non aspettare che sia l'avversario a farsi avanti e così morire di noia.
Gloria non di virtù figlia a che vale?
La gloria degli scrittori, non solo, come tutti i beni degli uomini, riesce più grata da lungi che da vicino, ma non è mai, si può dire, presente a chi la possiede, e non si ritrova in nessun luogo.
La gloria, quanto più dovrà durare, tanto tardi giungerà.
La gloria presso il popolo, ecco ciò a cui bisogna aspirare. Niente varrà mai quanto lo sguardo sperduto della salumiera che ci ha visto in televisione.
Le forze della natura agiscono secondo una segreta armonia che è compito dell'uomo scoprire per il bene dell'uomo stesso e la gloria del Creatore.
La gloria si dà soltanto a coloro che l'hanno sempre sognata.
La vera gloria mette radice, anzi si estende, mentre tutte le false pretese cadono come fiori: una finzione non può durare.
Non può esserci vera grandezza senza umiltà.