È buona cosa apprendere la cautela dalle sventure altrui.- Publilio Siro
È buona cosa apprendere la cautela dalle sventure altrui.
Con gravissimo pericolo si custodisce ciò che piace a molti.
A cosa bisogna badare quando le parole vogliono una cosa e l'animo un'altra.
Spesso sbaglieresti meno se fossi conscio del tuo non sapere.
È vissuto bene chi è potuto morire quando ha voluto.
È dell'uomo onesto non imbrogliare nessuno, nemmeno in punto di morte.
Lo sventurato non bello, e maggiormente se vecchio, potrà esser compatito, ma difficilmente pianto. Così nelle tragedie, ne' poemi, ne' romanzi ec. come nella vita.
Quando sui grandi della terra s'abbatte qualche grande sventura, non la si attribuisce più alla gelosia degli dèi ma alla loro giustizia.
Questo solo di buono ha la continua sventura, che finisce per temprare le sue vittime di sempre.
La sventura è per il nostro animo il calore che lo mantiene molle: nella buona sorte è facile che diventi duro.
Quando si tratta di pronosticare una sventura, nessun nemico è mai all'altezza di un amico.
La sventura è la nostra più grande maestra e la nostra migliore amica. È lei che c'insegna il senso della vita.
Non possiamo né contare tutti gli sventurati, né piangerne uno solo degnamente.
Difficile che in fondo alla sventura non ci sia qualche po' di colpa.
Chi si lascia stordire dalla sventura, non può approfittare del suo insegnamento.