È buona cosa apprendere la cautela dalle sventure altrui.- Publilio Siro
È buona cosa apprendere la cautela dalle sventure altrui.
Mentre si pensa spesso si perde l'occasione.
Se non sai essere saggio da solo, inutilmente ascolti un saggio.
È ben più pericoloso il nemico che si nasconde nel nostro cuore.
Corre meno pericoli colui che, anche se è al sicuro, sta in guardia.
Ha ciò che vuole chi sa volere solo ciò che è sufficiente.
Non possiamo né contare tutti gli sventurati, né piangerne uno solo degnamente.
Lo sventurato non bello, e maggiormente se vecchio, potrà esser compatito, ma difficilmente pianto. Così nelle tragedie, ne' poemi, ne' romanzi ec. come nella vita.
Per gli uomini le sventure altrui sono la miglior medicina delle proprie.
La sventura è la nostra più grande maestra e la nostra migliore amica. È lei che c'insegna il senso della vita.
C'è una sola strada che porta gli uomini alla vera grandezza umana: la dura scuola delle sventure.
La sventura colpisce egualmente i felici e gli infelici: ma per i primi sembra giustizia.
La sventura è per il nostro animo il calore che lo mantiene molle: nella buona sorte è facile che diventi duro.
Quando si tratta di pronosticare una sventura, nessun nemico è mai all'altezza di un amico.
La sventura costringe l'uomo a far la conoscenza di ben strani compagni di letto.
Chi si lascia stordire dalla sventura, non può approfittare del suo insegnamento.