Scrittore. Spettatore di se stesso. Spesso, l'unico spettatore.- Achille Campanile
Scrittore. Spettatore di se stesso. Spesso, l'unico spettatore.
La fortuna viene dormendo, e chi si alza presto le taglia la strada.
Così sono le donne: prima di sposarlo, vogliono che il marito sia un genio. Quando l'hanno sposato, vogliono che sia un babbeo.
Mi spezzo ma non m'impiego.
Giornalismo. Un tempo toglieva uomini alle lettere; oggi il che è più grave ne dà.
Il credente: Io sono un credente, signore, afflitto dal dubbio che Dio non esista. L'ateo: Io, peggio. Sono un ateo, signore, afflitto dal dubbio che Dio, invece, esista realmente. È terribile.
Gli scrittori si forgiano nell'ingiustizia come si forgiano le spade.
Gli scrittori creativi sono più grandi delle cause che rappresentano.
Si dovrebbe considerare uno scrittore come un malfattore, che solo in rarissimi casi merita l'assoluzione o la grazia: questo sarebbe un rimedio contro il dilagare dei libri.
I veri grandi scrittori sono quelli il cui pensiero occupa tutti gli angoli e le pieghe del loro stile.
Il compito di un narratore è anzitutto quello di rappresentare. Un libro che si apre è come un sipario che si alza: i personaggi entrano in scena, la rappresentazione comincia.
Una delle più diffuse ingenuità consiste nel ritenere che a furia di scrivere si possa diventare scrittori.
Lo scrittore deve adescare, non deve raccontare niente, non ha nessun compito di trasmettere verità.
Lo scopo di ogni scrittore: comunicare un'impressione che non si potrà più dimenticare.
Come regola generale, nessuno scrittore dovrebbe far figurare il suo ritratto nelle sue opere. Quando i lettori hanno gettato un'occhiata alla fisionomia dell'autore, di rado riescono a mantenersi seri.
Un buon scrittore non precisa mai.