Scrittore. Spettatore di se stesso. Spesso, l'unico spettatore.- Achille Campanile
Scrittore. Spettatore di se stesso. Spesso, l'unico spettatore.
Quando ti nasce un figlio non sai mai chi ti metti in casa.
Il gran segreto, in amore, è l'arte di tagliare in tempo.
Una certa età è sempre un'età incerta.
Una delle più grandi sfortune: la fortuna in amore.
I lettori sono personaggi immaginari creati dalla fantasia degli scrittori.
Uno scrittore è produttivo non nella misura in cui produce idee, ma nella misura in cui arricchisce l'editore che pubblica le sue opere.
Non solamente sono pochi i moderni scrittori italiani che sappiano fare un buon libro, ma sono anche pochi quelli che dopo d'aver sfatto un libro o buono o cattivo, sappiano fargli un buon titolo.
Uno scrittore professionista è un dilettante che non ha mai smesso di scrivere.
La professione di scrivere libri fa apparire le corse dei cavalli un'attività solida, stabile.
Lo scrittore sceglie in primo luogo di essere inutile.
A una certa età gli scrittori si trasformano in tante Vecchie Mamme Hubbard, le scrittrici in tante Giovanne d'Arco senza battaglie.
Lo scrittore è un uomo che più di chiunque altro ha difficoltà a scrivere.
Scheletro, uomo delle tenebre, resuscitato e insieme morto irreparabilmente, doppiamente esperto di morte, rifiutato dal tempo, autore di libri inesistenti, sbagliati, impossibili, io, lo scrittore.
Se uno scrittore è prolifico, date un'occhiata a sua moglie. È quasi sempre brutta. E che volete che faccia il poveretto? Scrive!
Tentiamo una definizione: lo scrittore è colui che è sommamente, eroicamente incompetente di letteratura.