Una certa età è sempre un'età incerta.- Achille Campanile
Una certa età è sempre un'età incerta.
Per concludere e terminarla con un'indagine che la mancanza di idonei risultati rende quanto mai penosa, dobbiamo dire che, da qualunque parte si esamini la questione, non c'è nulla in comune fra gli asparagi e l'immortalità dell'anima.
Il gran segreto, in amore, è l'arte di tagliare in tempo.
L'amore si dissimula. La voluttà si simula.
Il credente: Io sono un credente, signore, afflitto dal dubbio che Dio non esista. L'ateo: Io, peggio. Sono un ateo, signore, afflitto dal dubbio che Dio, invece, esista realmente. È terribile.
Una delle più grandi sfortune: la fortuna in amore.
Un uomo può avere due volte vent'anni, senz'averne quaranta.
Quando hai ottant'anni hai probabilmente imparato tutto nella vita. Il problema è ricordarlo.
La giovinezza è uno sproposito; la virilità, una lotta; la vecchiaia, un rimpianto.
I vent'anni sono più belli a quaranta che a venti.
Quando ci si preoccupa della propria età è un segno che non si hanno vere preoccupazioni.
A trent'anni l'uomo si sospetta uno sciocco. Lo sa a quarant'anni, e riforma il suo programma; a cinquanta rimprovera i suoi tristi indugi, e si sforza di risolvere i suoi propositi di prudenza con tutta la magnanimità del pensiero. Risolve, e risolve ancora, e poi muore lo stesso.
Chi numera gli anni fa conto con la morte.
Quando l'uomo ha raggiunto l'età di fare il male, dovrebbe anche avere raggiunto l'età di fare il bene.
L'uomo giovane conosce le regole, ma il vecchio conosce le eccezioni.