Una certa età è sempre un'età incerta.- Achille Campanile
Una certa età è sempre un'età incerta.
Per concludere e terminarla con un'indagine che la mancanza di idonei risultati rende quanto mai penosa, dobbiamo dire che, da qualunque parte si esamini la questione, non c'è nulla in comune fra gli asparagi e l'immortalità dell'anima.
Certe donne sono come i maestri di scherma: si fanno toccare per incoraggiare i principianti.
Mi spezzo ma non m'impiego.
La fortuna viene dormendo, e chi si alza presto le taglia la strada.
Alcuni scrittori per scrivere hanno bisogno della vena. Altri dell'avena.
La gioventù ci faceva sognare; la maturità ci fa pensare; la vecchiaia ci farà sospirare.
Quando hai ottant'anni hai probabilmente imparato tutto nella vita. Il problema è ricordarlo.
L'uomo ha ogni anno un anno in più; la donna due di meno.
Chi numera gli anni fa conto con la morte.
A cinquant'anni si comincia a stancarsi del mondo, e a sessant'anni il mondo si stanca di voi.
I giovani hanno timori esagerati, i vecchi fiducie eccessive.
Che me ne faccio di vent'anni in più se poi è già da cinquanta che non riesco a trovare nessuno che non mi faccia cadere le braccia dalla disperazione e dalla noia entro venti minuti?
Età avanzata. Momento della vita in cui si chiude un occhio sui vizi che ci si possono ancora concedere e si scagliano fulmini su quelli che non si è più in grado di commettere.
Che età felice quando un uomo può essere inattivo impunemente.
A trent'anni l'uomo si sospetta uno sciocco. Lo sa a quarant'anni, e riforma il suo programma; a cinquanta rimprovera i suoi tristi indugi, e si sforza di risolvere i suoi propositi di prudenza con tutta la magnanimità del pensiero. Risolve, e risolve ancora, e poi muore lo stesso.