Un uomo può avere due volte vent'anni, senz'averne quaranta.- Vitaliano Brancati
Un uomo può avere due volte vent'anni, senz'averne quaranta.
Il cielo sa quello che vuole, e quando un matrimonio non è scritto nel suo libro, abbiamo voglia, noi poveretti, di scrivere i nostri nomi l'uno accanto all'altro nel libro della parrocchia... il matrimonio rimane sulla carta!
Ci sono sofferenze che scavano nella persona come i buchi di un flauto, e la voce dello spirito ne esce melodiosa.
L'avvenire non è un probabile dono del ciclo, ma è reale, legato al presente come una sbarra di ferro, immersa nel buio, alla sua punta illuminata.
Il corpo passa presto, e quello che non fa oggi, non potrà farlo mai più.
A vent'anni sei felice quando ti si alza, a settanta sei felice quando ti alzi tu.
Un uomo di sessanta può certi giorni sentirsi giovane. Una donna non vi riesce più nemmeno a cinquanta.
Le delusioni dell'età matura seguono le illusioni della gioventù.
La gioventù ci faceva sognare; la maturità ci fa pensare; la vecchiaia ci farà sospirare.
La giovinezza è uno sproposito; la virilità, una lotta; la vecchiaia, un rimpianto.
L'ultima età della vita non è senza gioia a chi può darsi ragione del perché sia vissuto.
L'uomo di natura calma e serena sente appena il peso dell'età; ma per chi è di opposta natura sono un greve fardello così la giovinezza come la vecchiaia.
È fra i trenta e i trentuno anni che le donne vivono i dieci migliori anni della loro vita.
Il segreto è superare gli ottanta. Dopo è una passeggiata.
I giovani hanno timori esagerati, i vecchi fiducie eccessive.