Ogni sera siamo più poveri di un giorno.- Arthur Schopenhauer
Ogni sera siamo più poveri di un giorno.
Una grande quantità di cattivi scrittori vive unicamente della stoltezza del pubblico, che non vuol leggere se non ciò che è stato stampato il giorno stesso: sono i giornalisti.
Nella fanciullezza la vita ci si presenta come uno scenario teatrale visto da lontano; nella vecchiaia come il medesimo scenario visto da molto vicino.
L'essere umano appare come una macchia ignominiosa nella natura.
Il mondo stesso è il giudizio universale.
Qualsiasi uomo notevole, chiunque cioè non appartenga a quei 5/6 dell'umanità dotati tanto miseramente dalla natura, rimarrà dopo i quarant'anni difficilmente esente da una certa traccia di misantropia.
Oltre questo luogo di collera e lacrime incombe solo l'Orrore delle ombre, eppure la minaccia degli anni mi trova, e mi troverà, senza paura.
I quarant'anni sono la vecchiaia della giovinezza, ma i cinquant'anni sono la giovinezza della vecchiaia.
L'uomo arriva come un novizio ad ogni età della vita.
Quando l'uomo ha raggiunto l'età di fare il male, dovrebbe anche avere raggiunto l'età di fare il bene.
Si ammette di avere quarant'anni soltanto dopo avere superato i cinquanta.
La giovinezza è uno sproposito; la virilità, una lotta; la vecchiaia, un rimpianto.
Si diventa giovani a sessant'anni. Sfortunatamente, è troppo tardi.
Il tempo sarà anche galantuomo, ma l'età non è certo una gentildonna.
Quando hai ottant'anni hai probabilmente imparato tutto nella vita. Il problema è ricordarlo.
I vent'anni sono più belli a quaranta che a venti.