Roma ha parlato, la causa è finita.- Agostino d'Ippona
Roma ha parlato, la causa è finita.
La consuetudine che da certuni non a torto è detta una seconda natura.
Il mondo è un libro, e quelli che non viaggiano ne leggono solo una pagina.
Dammi grazia, o Signore, di conoscere appieno se prima ti si debba invocare o lodare; se la conoscenza di Te debba precedere l'invocazione.
La castità fa gli angeli, e chi la conserva è un angelo.
Vivere a Roma è un modo di perdere la vita.
C'è stato un sogno una volta che era Roma lo si poteva soltanto sussurrare, ogni cosa più forte di un sospiro l'avrebbe fatto svanire, era così fragile. Io temo che non sopravviverà all'inverno.
La grande Roma deve essere quella d'un tempo: il centro della cultura mondiale, e il Vaticano sarà il ghetto del cattolicesimo.
Roma è la più stupida e prosaica delle città che conosco, senza spazio per chiunque abbia una testa o un cuore.
Una città che, partita da modestissimi inizi, è tanto cresciuta da essere ormai oppressa dalla sua stessa grandezza.
Oh Roma! mia patria! città dell'anima!
Chi vive a Roma dopo un po' di tempo non si accorge più delle sue bellezze, ma appena si allontana anche per un breve viaggio e ritorna, ritrova Roma bella, magica e grandiosa più di prima.
Roma ha l'osteria, luogo popolaresco, un po' buio, bonario, con tavole di marmo, boccali di vino, belle insegne rossastre con le scritte: «Vino dei Castelli a tanto il litro».
Roma ha questo di buono, che non giudica, assolve.
A Roma tutte le cose hanno un prezzo.