Un'abitudine, se non contrastata, presto diventa una necessità.- Agostino d'Ippona
Un'abitudine, se non contrastata, presto diventa una necessità.
Il mondo è un libro, e quelli che non viaggiano ne leggono solo una pagina.
Dammi, ti dissi, la castità e la continenza, ma non ora.
Dammi grazia, o Signore, di conoscere appieno se prima ti si debba invocare o lodare; se la conoscenza di Te debba precedere l'invocazione.
Non uscire da te stesso, rientra in te: nell'intimo dell'uomo risiede la verità.
Nelle nostre azioni abituali di mille non ce n'è una sola che riguardi noi stessi e la nostra condizione.
Molte cose indifferenti, fatte dagli uomini per un qualche motivo, continuano a farsi per abitudine.
Le sciocche e laide abitudini sono le corruzioni della nostra natura.
A nulla ci si abitua tanto presto che le cattive abitudini.
Anche l'abitudine contribuisce a far diventare vecchi; il processo mortale di fare la stessa cosa allo stesso modo alla stessa ora giorno dopo giorno, prima per trascuratezza, poi per inclinazione, e infine per codardia o inerzia.
Certe abitudini si possono più facilmente troncare che moderare.
L'abitudine si vince con l'abitudine.
L'abitudine è in qualche modo simile alla natura, giacché "spesso" e "sempre" sono vicini; la natura è di ciò che è sempre, l'abitudine di ciò che è spesso.
L'abitudine è la più infame delle malattie perché ci fa accettare qualsiasi disgrazia, qualsiasi dolore, qualsiasi morte.
Per conforto al misero e catena al piede del fortunato, il buon Dio creò giustamente l'abitudine.