Abitudine. All'inizio il filo di una ragnatela, poi un cavo.- John Garland Pollard
Abitudine. All'inizio il filo di una ragnatela, poi un cavo.
Educatore. Un uomo che getta perle false a porci veri.
Cortesia. Ascoltare discorsi su cose che sapete benissimo da chi non ne sa nulla.
Un celibe è un uomo che ha perduto l'occasione di fare infelice una donna.
Opinione. Un'idea che possedete; la convinzione è, invece, un'idea che possiede voi.
Ogni sventura dà poi il piacere di raccontarla.
Niente ha bisogno d'esser modificato quanto le abitudini degli altri.
Noi siamo abituati a scendere a patti con la realtà per acquistare un ruolo. Svendiamo i nostri sensi per trovare un gesto. Rinunciamo alla capacità di sentire e in cambio otteniamo una maschera.
A nulla ci si abitua tanto presto che le cattive abitudini.
L'abitudine rende sopportabile anche le cose spaventose.
L'abitudine è la più infame delle malattie perché ci fa accettare qualsiasi disgrazia, qualsiasi dolore, qualsiasi morte.
L'abitudine di veder sempre una faccia di donna ha per effetto di farla trovar bella.
L'abitudine è, fra tutte le piante umane, quella che ha meno bisogno di un suolo nutritivo per vivere e la prima a spuntare sulla roccia apparentemente più desolata.
Molte cose indifferenti, fatte dagli uomini per un qualche motivo, continuano a farsi per abitudine.
Decise di cambiar vita, di approfittare delle ore del mattino. Si levò alle sei, fece la doccia, si rase, si vestì, gustò la colazione, fumò un paio di sigarette, si mise al tavolo di lavoro e si svegliò a mezzogiorno.
Anche l'abitudine contribuisce a far diventare vecchi; il processo mortale di fare la stessa cosa allo stesso modo alla stessa ora giorno dopo giorno, prima per trascuratezza, poi per inclinazione, e infine per codardia o inerzia.