Abitudine. All'inizio il filo di una ragnatela, poi un cavo.- John Garland Pollard
Abitudine. All'inizio il filo di una ragnatela, poi un cavo.
Vulcano. Una montagna che ha il mal di stomaco.
Famiglia. Il luogo dove siamo trattati meglio e dove si brontola di più.
Critica. Una cosa che può essere evitata non dicendo nulla, non facendo nulla e non essendo nessuno.
Il pessimista è uno che se può scegliere fra due mali li prende entrambi.
Cortesia. Ascoltare discorsi su cose che sapete benissimo da chi non ne sa nulla.
Niente ha bisogno d'esser modificato quanto le abitudini degli altri.
Noi siamo abituati a scendere a patti con la realtà per acquistare un ruolo. Svendiamo i nostri sensi per trovare un gesto. Rinunciamo alla capacità di sentire e in cambio otteniamo una maschera.
La costanza di un'abitudine è di solito proporzionale alla sua assurdità.
Mi stavo abituando a mettere mia moglie sotto un piedistallo.
Forme pietrificate e ormai irriconoscibili della nostra prima felicità, del nostro primo orrore, queste sono le abitudini.
L'abitudine è l'abitudine, e nessun uomo può buttarla dalla finestra; se mai la si può sospingere giù per le scale, un gradino alla volta.
L'abitudine viene spesso scambiata per amore.
La natura sbaglia raramente, l'abitudine spesso.
Anche l'abitudine contribuisce a far diventare vecchi; il processo mortale di fare la stessa cosa allo stesso modo alla stessa ora giorno dopo giorno, prima per trascuratezza, poi per inclinazione, e infine per codardia o inerzia.
Se l'abitudine è una seconda natura, ci impedisce di conoscere la prima, della quale non ha né la crudeltà, né gli incanti.