La costanza di un'abitudine è di solito proporzionale alla sua assurdità.- Marcel Proust
La costanza di un'abitudine è di solito proporzionale alla sua assurdità.
Certe qualità aiutano a sopportare i difetti del prossimo [...] e un uomo di grande ingegno presterà di solito meno attenzione alla stupidità altrui di quanta ne presterebbe uno sciocco.
L'irresponsabilità aggrava le colpe e persino i crimini, checché se ne dica.
La noia è uno dei mali meno gravi che abbiamo da sopportare.
L'universo è vero per tutti noi e dissimile per ciascuno.
Ogni bacio chiama un altro bacio.
Non nella novità, ma nell'abitudine troviamo i piaceri più grandi.
L'abitudine è, fra tutte le piante umane, quella che ha meno bisogno di un suolo nutritivo per vivere e la prima a spuntare sulla roccia apparentemente più desolata.
Tale è la forza dell'abitudine che ci si abitua perfino a vivere.
L'uomo ama di scorrere in un circolo di varie abitudini piuttosto di gettarsi in una serie nuova d'idee.
Si fa l'abitudine a tutto, anche al continuo peggioramento di ciò che già era ai limiti della sopportazione.
Due cose assolutamente opposte ci condizionano ugualmente: l'abitudine e la novità.
Se si tollera qualcosa, diventa sopportabile e poco tempo dopo anche normale.
Nessuno osa dire addio alle proprie abitudini. Più di un suicida s'è fermato sulle soglie della morte pensando al caffè dove andava a giocare tutte le sere la sua partita a domino.
Molte cose indifferenti, fatte dagli uomini per un qualche motivo, continuano a farsi per abitudine.