A volte per i morti si fanno cose che non si sarebbero fatte per i vivi.- Marcel Proust
A volte per i morti si fanno cose che non si sarebbero fatte per i vivi.
Il ritornello che un orecchio fine ed educato rifiuterebbe di ascoltare, ha ricevuto il tesoro di migliaia di anime, conserva il segreto di migliaia di vite di cui fu la ispirazione, la consolazione sempre pronta, la grazia e l'idea.
Fatemi buona politica e io vi farò buona finanza.
La felicità è benefica al corpo, ma è il dolore quello che sviluppa le facoltà dello spirito.
L'irresponsabilità aggrava le colpe e persino i crimini, checché se ne dica.
Non vi sono che due classi di esseri: i magnanimi e gli altri.
La morte non è nel non poter comunicare, ma nel non poter più essere compresi.
La morte di un amore è come la morte d'una persona amata. Lascia lo stesso strazio, lo stesso vuoto, lo stesso rifiuto di rassegnarti a quel vuoto. Perfino se l'hai attesa, causata, voluta per autodifesa o buonsenso o bisogno di libertà, quando arriva ti senti invalido. Mutilato.
Il temere la morte altro non è che parere sapienti senza esserlo, cioè a dire credere di sapere ciò che si ignora; poiché nessuno sa se la morte, che l'uomo teme come se conoscesse già che è il maggiore di tutti i mali, non sia invece per essere il più gran bene.
Chi ha paura di sognare è destinato a morire.
Non si può scegliere il modo di morire. E nemmeno il giorno. Si può soltanto decidere come vivere. Ora.
Come uomini siamo uguali davanti alla morte.
La morte: chiave o serratura?
In confronto alla morte, l'amore è una faticosa faccenda infantile, sebbene gli uomini credano più nell'amore che nella morte.
Lasciando con la patria ogni conforto, Ove più l'Appennin la neve agghiaccia, Carco n'andrò di così gravi some, Chiamando morte, e te sola per nome.
Non v'è rimedio per la nascita e la morte salvo godersi l'intervallo.