A volte per i morti si fanno cose che non si sarebbero fatte per i vivi.- Marcel Proust
A volte per i morti si fanno cose che non si sarebbero fatte per i vivi.
L'istinto detta il dovere e l'intelligenza fornisce i pretesti per eluderlo.
Sembra che la natura sia in grado di darci solo malattie piuttosto brevi. La medicina ha inventato l'arte di prolungarle.
Ci sono pochissime donne che si vestono bene, ma alcune sono meravigliose.
Forse l'immobilità delle cose intorno a noi è loro imposta dalla nostra certezza che sono esse e non altre, dall'immobilità del nostro pensiero nei loro confronti.
Guariamo dalla sofferenza solo provandola appieno.
O sei innamorato, o non lo sei. E' come la morte... o sei morto, o non lo sei: non è che uno è troppo morto! Non c'è troppo amore, l'amore è lì, non si può andare oltre un certo limite e quando ci arrivi, a questo limite, è per l'eternità.
I cimiteri sono pieni di gente di cui il mondo non poteva fare a meno.
Il bene che si dirà di noi dopo la nostra morte ci consolerà del male che si sarebbe detto della nostra vita se fosse durata troppo a lungo.
La statistica ci segnala che possiamo contare in tutto su un venticinquemila giorni; qualche migliaio in più per qualcuno. Ma dopo non ce ne saranno altri. Per nessuno. Sì: anche per me che scrivo, anche per te che leggi sarà subito sera.
In ogni addio c'è un'immagine della morte.
La morte è più potente dell'amore. È una sfida gettata all'esistenza.
I morti si nutrono di giudizi, i viventi di amore.
Una morte è una tragedia, un milione di morti è statistica.
La morte verrà all'improvviso avrà le tue labbra e i tuoi occhi ti coprirà di un velo bianco addormentandosi al tuo fianco.
Morire è facile, prima o poi ci riescono tutti.