Sapevo di essere felice quando ballavo.- Ajay Naidu
Sapevo di essere felice quando ballavo.
Essere consapevoli del respiro sposta l'attenzione dai pensieri e crea spazio. È un modo di generare consapevolezza.
Chi soffre, al momento della sofferenza, ignora sempre quale ne sia l'intensità e solo può valutarla, dopo, dalla scia di dolore che ne resta.
Di notte steso sul letto ascolto i battiti e so che non sono miei, ma i suoi, cuciti nel mio petto. Così sento di essere in due. Quello che vedo, assaggio, odoro, tocco, ascolto, glielo racconto.
Esercitati a vivere con maggiore consapevolezza. Fa' fluire la tua energia verso gli altri a partire dal cuore: dapprima verso le persone che conosci, poi, a poco a poco, verso il mondo intero. Rendi sempre benefico il tuo influsso sugli altri.
Di tutta la vita, l'unica cosa importante resta la consapevolezza del lavoro fatto.
Quando siete consapevoli, prestate attenzione al flusso di input proveniente dal mondo esterno, selezionate, decidete, organizzate ed elaborate operando delle scelte su che cosa accettare e che cosa invece rifiutare.
L'intelligenza non può essere presente senza capire. Nessun computer ha alcuna consapevolezza di quello che fa.
Lo stile è sapere chi sei, cosa vuoi dire, e non importartene un fico secco.
Chi vive in un sistema post-totalitario sa fin troppo bene che ciò che conta non è se al potere c'è un partito o più partiti e il loro nome, ma se si può o non si può vivere umanamente.
La vita dell'uomo consapevole è l'azione. Non è la vittoria che lo attira ma la battaglia, non è il risultato ma il processo. Egli nell'azione ritrova se stesso, si libera delle zavorre mentali, attiva i centri di pensiero.