Sapere di non sapere è saggezza suprema, non sapere di sapere è un male.- Lao Tse
Sapere di non sapere è saggezza suprema, non sapere di sapere è un male.
Avere poco è possedere. Avere tanto è essere perplessi.
Chi riconosce gli altri è dotto.Chi riconosce se stesso è saggio.Chi batte gli altri ha forza fisica.Chi batte se stesso è forte.Chi è soddisfatto è ricco.Chi non perde il suo centro dura.
Il ritorno è il movimento della via. La debolezza è la pratica della via.
Conoscere la misura di ciò che è abbastanza è la vera ricchezza.
Senza uscire dalla porta conoscere il mondo. Senza spiare dalla finestra vedere la via del cielo. Più lontano si va, meno si sa. Perciò il saggio non viaggia, eppure sa; non guarda, eppure comprende; non fa, eppure compie.
Le grandi decisioni fatali, quelle che determinano il profilo caratteristico del nostro destino, sono molto meno consapevoli di quanto supponiamo nei momenti in cui torniamo al passato per evocarne la memoria.
La presenza è più che esserci soltanto.
Povero Catullo, smetti di vaneggiare, e quel che vedi perduto ritienilo perduto.
Sentirsi capaci, sentire di «farcela» produce un senso di piacere molto più antico e profondo di quello stimolato dagli incentivi o dai rinforzi esterni.
Non ci si rende mai conto di quando si sta vivendo il proprio momento d'oro.
Se si esige che tutto ciò che accade nella psiche debba per forza esser noto alla coscienza, si avanza in effetti una pretesa insostenibile.
Tutti riconosciamo volentieri la nostra infelicità; nessuno, la propria malvagità.
La felicità è come la verità: non la si ha, ci si è. Per questo nessuno che sia felice può sapere di esserlo. Per vedere la felicità, ne dovrebbe uscire. L'unico rapporto fra coscienza e felicità è la gratitudine.
Mi chiedo da solo: non me ne potevo accorgere per conto mio di esserci? Pare di no. Pare che ci vuole un'altra persona che avvisa.
Ogni realizzatore che abbia mai incontrato dice: La mia vita è cambiata quando ho iniziato a credere in me stesso.